Come riportato nel blog, grande è la preoccupazione sui tagli in Piemonte a proposito degli Ata. Dopo un’attenta analisi con Rifondazione Comunista, durante varie riunioni, il consigliere regionale, e amico, Juri Bossuto si era fatto carico di seguire attentamente questa vicenda, in maniera tale da non lasciare in solitudine molti lavoratori della scuola, con le loro preoccupazioni e che, tra non molto, potrebbero perdere il posto lavoro. Promessa mantenuta. Nelle prime ore della mattinata mi ha comunicato quanto segue. Grazie, a nome di tutti, anche di quelli che non hanno aderito mai ad uno sciopero. Grazie Juri, grazie Rifondazione.
Pubblicato in Rifondazione Comunista, Torino | Contrassegnato da tag docenti, juri bossuto, gelmini, tagli, ata, Insegnanti di religione | Lascia un commento
Giorni di esami di maturità per molti. Primo luglio: avanti il primo. Dopo la presentazione delle tesine, utili soltanto a “rompere il ghiaccio”, avanti con italiano. Ungaretti, Saba, e via così. Collegamenti con storia e panoramiche a “volo d’uccello” sulla prima Guerra Mondiale. Differenza fra guerra di trincea, guerra di posizione; panoramica sulla Seconda Guerra Mondiale e sulla Resistenza. La storia, quanto è utile, quanto è necessaria, soprattutto oggi. E così, tra un collegamento e l’altro, viene fuori anche la legge Biagi. Contratti, tipologie di contratti. “Quanti contratti conosce?” Una delle domande alla candidata….e subito, chissà perché, mi vengono in mente gli articoli dei quotidiani La Repubblica e La Stampa di oggi. La repubblica, “Tagli sui bidelli (ma perché poi continuano a chiamarli così?), molte scuole a rischio. Appello bipartisan al ministro Gelmini: “salvate i piccoli istituti”. (articolo di Diego Longhin, pagina XII). La Stampa, “Spariscono 900 bidelli (anche qui, perché continuano a chiamarli così?). Sos del Piemonte a Gelmini”. Un articolo a pagina 61 nella cronaca di Torino; posizionato in un box, in basso. Di colpo, penso alle righe dei quotidiani: “La scure non si abbatte solo sugli insegnanti, ma su tutto il personale amministrativo con una riduzione di 914 posti su tutta la Regione rispetto all’anno concluso, bidelli compresi”, poi, La Repubblica, affida la cronaca all’intervento dell’assessore Pentenero: “E’ a rischio il funzionamento di molti plessi scolastici”. Chissà se i ragazzi e le ragazze interrogate erano a conoscenza che anche chi ha predisposto locali e attrezzature per la loro maturità (vedi tecnici di laboratorio al fine delle presentazioni tesine) ha già perso il posto di lavoro, o è in procinto di perderlo? Avevo già scritto su questo argomento nel Blog: “una nuova disoccupazione alle porte”; già avevo parlato della consegna dei moduli per le supplenze di prima, seconda e terza fascia nello stesso periodo in cui molti, il contratto di lavoro lo portavano a termine. Ma che senso ha aver presentato domande relative alle supplenze, o quelle dei mesi precedenti, relative alla terza fascia degli Ata? Già ho parlato dell’amico Daniele, che poi sono tanti Daniele, che dopo aver dato un enorme contributo alla compilazione di quelle tesine (che proprio in queste mattine vengono discusse), ora si ritrova senza senza una di quelle forme di contratto: oggetto di interrogazione questa mattina. E, penso a tutte/ i collaboratori scolastici, come la signora Rosa, che non soltanto alle ore prefissate si occupava e preoccupava di accogliere e accompagnare nelle classi ragazzi in difficoltà, e che fra non molto si chiuderanno le porte e rimarrà anch’ella senza uno straccio di contratto. E, penso a tutti quelli che hanno dovuto sorvegliare nel marasma più totale, e in alcuni casi, anche ad assistere per espletare la funzione (magari non richiesta, ma necessaria) di “testimone”. Ecco perché, alla domanda, “signorina, quali forme di contratto conosce?”, io avrei risposto associando alle tipologie nomi e cognomi, tanto dei tecnici, quanto degli amministrativi, quanto dei “bidelli”. Ragazzi, ragazze, studiate la storia, fondamentale per la vostra e nostra coscienza sociale. Tagli, tagli, tagli. Avanti con la macelleria sociale. 914 tagli a quante famiglie corrispondono? Mi domando: “tagli sui bidelli”, eppure, in alcune scuole, per mesi e mesi si è lavorato “a meno due”, che vorrebbe dire, meno due titolari di una scuola che sono andati a ricoprire funzioni superiori in un’altra perché quei due di cui sopra erano inseriti in graduatorie diverse, (inseriti dove vi era carenza di amministrativi). Ma allora, mancavano anche gli amministrativi. E si taglia? Ecco perché se “quei due non erano sostituiti e si svolgeva anche il lavoro dei mancanti”, il ragionamento di alcuni, a questo punto, poteva essere, che si poteva lavorare anche con due in meno. Ma, siccome si chiedono sempre sacrifici, ecco che da meno due, siamo arrivati a meno 914. Ma come, qualcuno “si riempie la bocca con annunci contro la disoccupazione, con bonus per chi non licenzia” e poi, si procede per tagli? Mi sfugge qualcosa. Ecco perché, questa mattina, a quella domanda, che vale una maturità, la risposta migliore sarebbe stata “un elenco abbinato a facce e nomi”.
Ho parlato con alcuni consiglieri regionali di Rifondazione, che più volte si sono occupati di questo tema, e per l’ennesima volta, Juri Bossuto, aveva già avviato un serio lavoro che porterà sicuramente a qualcosa di buono, almeno nell’incalzare “qualche vertice”, per cercare di evitare “una nuova disoccupazione alle porte”. Grazie Juri, a nome dei 914 ATA. Insieme dobbiamo gridare: “rinnovo del contratto per tutti”.
Pubblicato in Borrelli politologo, Cgil, Riflessioni Quotidiane, Torino, mondo della scuola | Contrassegnato da tag ata, contratto, Daniele, gelmini, juri bossuto, Legge Biagi, rifondazione, scuola, Signora Rosa, tagli ata, Torino | Lascia un commento
A volte, alcune notizie ne sbiadiscono altre. Feste, festini, braccialetti a farfalla, escort, e via dicendo, allontanano l’attenzione su preoccupazioni ben piu’ grandi. Di questo parlavo con un mio collega rimasto “intrappolato” all’interno di un treno, causa guasto, sabato pomeriggio. “Guasto manda in tilt le Ferrovie. Ritardi di ore e treni cancellati. Isolate le linee verso Milano, Canavese e Aosta. Passeggeri inferociti”. Questo è capitato sabato pomeriggio. Persone di rientro dal lavoro, e che avrei dovuto vedere alla stazione di Torino Porta Susa, hanno comunicato il loro ritardo all’appuntamento, e di conseguenza, non soltanto la loro presenza al seggio, da predisporre, in vista del referendum e del ballottaggio. Il nostro appuntamento era finalizzato inoltre alle lettura e compilazione delle domande per inserimento nelle varie fasce, terza, seconda, al fine di ottenere un lavoro precario: quello di insegnante. Lavoro precario che si assottiglia sempre più. Proprio sabato, La Rebubblica titolava “Persi 200 mila posti, colpiti giovani e sud“, e, sempre su La Repubblica, un articolo di Tito Boeri citava “La decimazione dei precari“. Così La Stampa titolava a pagina 7 “La recessione lascia a casa quattrocentomila precari” e a pagina 6 “Per i giovani e Sud il lavoro non c’è più‘”. Sempre nella stessa pagina dello stesso quotidiano, in un’intervista a Luciano Gallino, “Ecco la conseguenza di 45 tipi diversi di contratti a termine”, ci chiarisce bene il senso della realtà: ” E’ accaduta la cosa piu’ semplice che potesse accadere: a perdere il lavoro sono stati anzitutto coloro che possono essere mandati via senza dover affrontare alcuna trattativa sindacale”. E, anche se nelle pagine dei quotidiani mancava un nuovo dato, penso che quella frase cogliesse il senso di una nuova disoccupazione alle porte. Italia Oggi di martedì 23 giugno 2009 evidenzia a pagina 11 lo spettro di una nuova disoccupazione: “A settembre 10 mila bidelli a spasso. Niente rinnovo del contratto, i posti non ci saranno piu‘”, articolo di Franco Bastianini e Alessadra Ricciardi. Leggendo l’articolo, si nota che “si tratta del decreto interministeriale di riduzione delle dotazioni degli Ata, il personale ausiliario, tecnico, amministrativo della scuola, attuativo della normativa finanziaria estiva: saranno circa 14.300 i posti che spariranno ogni anno per i prossimi tre anni. Un taglio che a settembre, alla luce anche dei pensionamenti, dovrebbe produrre la perdita del contratto a tempo determinato per circa diecimila bidelli e amministrativi”. Ecco perchè più volte affermavo: “Contratto”, “contratto“, e riaffermavo, a suo tempo, l’utilità degli scioperi contro i tagli. Così come sostenevo la necessità di affiancare i numerosi operai in sciopero, e con la pancia vuota, che magari, con qualche cartello o striscione possono aver offeso la sensibilità di qualcuno, che magari non marciava, perchè tanto aveva e avrà la pancia piena. Noi, intanto, sotto un cielo plumbeo, ferrovie permettendo, ci rivedremo, con le nostre domande già compilate, da consegnare in qualche scuola, e che alla luce dei tagli prospettati, forse, fra qualche lustro, riusciremo in qualche supplenza, temporaneamente. Forse! Presumibilmente senza farci problemi di coscienza; a noi, così, proprio non va, e speriamo sempre in un “altro mondo possibile”.
Pubblicato in Riflessioni Quotidiane, crisi | Contrassegnato da tag Alessadra Ricciardi, ata, Ballottaggi, bidelli, Bidelli a Spasso, disoccupati, docenti, Franco Bastianini, Giovani, luciano gallino, porta susa, Precari, referendum, Ritardo dei treni, tagli, Tagli nella scuola, Tito Boeri, Torino, Treni, Trenitalia, Treno | 2 Commenti »
L’amarezza per il risultato elettorale permane, nonostante siano ormai passate alcune ore dalla chiusura dei seggi. Ora le analisi del voto si sprecheranno. Dove saranno andati a finire i voti della classe operaia, ci si chiederà; alcuni risponderanno che l’esito era già stato previsto, e che quei voti avevano iniziato a perdersi già negli anni ‘90. Dove? ovvio, verso la Lega. Qualcun altro dirà che le aspettative deluse di un partito, di governo, che si aspettava il 45% dei consensi, ma che così non è stato, è una sconfitta maggiore rispetto a chi non aveva pronunciato aspettative e che perde comunque il 6% o il 7%. Altri ribadiranno che ” l’importante è che il Pdl non abbia preso tanti voti quanti ne aspettava”. E via dicendo. Altri, pero’, tacciono su due aspetti fondamentali. Il primo, il silenzio riservato ad alcune forze politiche, sulle loro proposte politiche e sui loro candidati. Pochissima presenza “nella nostra democrazia da primo piano” che vede riprendere tutto, “anche dal buco della serratura”, e pochissima informazione sui rimborsi elettorali. Chi ha deciso lo sbarramento? Perchè lo hanno deciso? E’ giusto che milioni di elettori si siano visti negare un loro rappresentante? E’ giusto affermare che lo sbarramento serviva per garantire una sorta di stabilità governativa? In Europa?!!! Non penso. Come non è giusto stabilire la soglia di sbarramento in maniera così veloce, a pochissimi giorni dalle votazioni. E’ giusto che i rimborsi elettorali vadano a finire anche conteggiando quei milioni di elettori esclusi da una loro rappresentanza? Possibile che la democrazia del primo piano debba occuparsi di Isole, modelle, ville e non aiuti invece a porre delle domande? Perchè? Perchè nei dibattiti non si è parlato di questo tema? Ma forse per qualcuno è meglio lasciar morire nel silenzio questo tema…
Un altro tema che mi interessa, perchè affrontato in questo blog, era l’elezione del Consiglio Comunale di Poirino. Un tema a me caro in quanto mi era stato offerto un posto nella lista “Per Poirino Ambiente e Lavoro”. In quella lista avrei potuto portare politiche e identità di Rifondazione, ma, come avevo spiegato, sempre da questo blog, avevo declinato in un secondo momento l’offerta. Ieri, La Stampa titolava “L’anti Tamagnone fuori dal consiglio. Poirino, escluso Stuardi”. Circa 400 voti per la lista, ma nessun eletto. Il mio dispiacere è enorme, soprattutto perchè non è stato premiato il lavoro svolto da due personalità forti e coerenti all’interno della propria fabbrica e sul territorio: Palazzo Claudio e Cardamone Michelina; in qualità di delegato Fiom, il primo, in qualità di ex delegata Fiom la seconda. Sempre attivi, sempre partecipi, disponibili, dando risposte alle mille esigenze dei loro colleghi. Conosciuti sul territorio. Eppure, ancora una volta registriamo che la disponibilità è a senso unico. Molti scambiano il sindacato come “agenzia”, “erogatore di servizi” senza vedere che dietro al sindacato esistono persone, (come i due candidati), che dedicano gratutiamente il propio tempo pur di cercare di risolvere problemi, creare vertenze, rispondendo ai mille quesiti che la fabbrica pone. Due modi di essere diversi, due approcci diversi: Solidarietà e “accoglienza” degli altri, (con le loro difficoltà) contro egoismo. E spesso vince l’egoismo, l’individualismo. E noi ci dobbiamo opporre alla vittoria dell’egoismo. Siamo “noi” che non riusciamo a “trasmettere”? Siamo noi che non riusciamo a comunicare? Non penso… Dispiace per Stuardi, che ho avuto modo di conoscere e che aveva costruito una lista fatta da “bella e buona gente”. Niente da fare, la fascia tricolore è rimasta a Tamagnone. In ogni caso, Stuardi, con un lungo impegno nel volontariato, nelle Guardie Ecologiche di Carmagnola, non ha nulla di cui lamentarsi. Ha lavorato, e bene. E so per certo, che le persone da me sopra ricordate hanno fatto tutto quanto possibile per un buon esito della lista. Ritengo che proprio da personaggi come Palazzo e Cardamone bisognerà ripartire, per costruire, anche in quel caso, un’opposizione forte e chiara, anche fuori dalle sale del consiglio comunale, tra la gente, in fabbrica, nel circolo. Coraggio Stuardi, coraggio Palazzo, coraggio Cardamone.
In compenso, insieme a tanta amarezza, la gioia di Lucia, che ha lavorato nel suo paese, Crescentino, per la lista civica Amare Crescentino, appoggiata da Pd, Rifondazione Comunista, Comunisti Italiani e verdi, che insieme hanno visto l’elezione del neosindaco Venegoni Marinella: 1576 voti, 30,63%, 11 seggi. Complimenti sindaco Marinella. Brava e grazie Lucia.
Pubblicato in Borrelli politologo, Riflessioni Quotidiane | Lascia un commento
I risultati elettorali sono stati una “doccia gelata”. Doppia. Delusione nella notte, con i risultati delle europee. Delusione nel pomeriggio, con i risultati delle amministrative. A fronte di un grande impegno, nell’ascoltare e nell’agire, solo tanta amarezza e tristezza. Nel voler provare a rimuovere le cause di tante ingiustizie, non siamo riusciti ancora una volta a comunicare, a essere chiari. Nella vita come sui e nei posti di lavoro. Essere chiari in quello che è la nostra politica e quelle che sono le nostre politiche. Nel voler provare a rimuovere le cause di tante ingiustizie, evidenziarle e chiederci perché esse esistano, non siamo riusciti ancora una volta a comunicare. Deficienza di comunicazione ma anche tanto egoismo da parte di altri nella voglia di seguire strade più semplici, solcate da slogan gridati sempre più forte. Già nelle notte i risultati usciti dalle urne, nelle sezioni da me visionate, non pagavano dell’impegno svolto. I giornali in mattinata titolavano: “Sinistrati”, il Manifesto; “Stop a Berlusconi, arretra il Pd”; “In Europa crollano le sinistre. Tiene Sarkozy, la Merkel cede 6 punti ma allunga sulla Spd. Disastro Brown, sorpasso Ppe su Zapatero”. Ancora, Il premier: ” E un brutto risultato”. Vince la Lega, Di Pietro raddoppia e sale l’Udc”, La Stampa. La Repubblica invece titola “Berlusconi non sfonda, cala il Pd”. Ancora: “Secondo le prime proiezioni il Pdl arretra rispetto alle politiche, l’Udc oltre il 6%. A sinistra nessuno supera il quorum del 4%”. “Boom della Lega e di Di Pietro. Astensione record, tutta l’Europa va a destra”.
Già durante la notte avevo intravisto un buon risultato a favore di Di Pietro e della Lega; per la Lega, il risultato era prevedibile. Il caso “Moschea si, Moschea no”, sicurezza reclamata a gran voce da tantissimi abitanti del quartiere Aurora Valdocco, voglia di “pulizia” sbandierata nelle ultime manifestazioni; le prime ronde; la voglia di disfarsi della “filiale del tossik park” relegato su Corso Principe Oddone e vie laterali avevano inoltre offerto “la sponda”, alla Lega, per cavalcare quei temi. Un quartiere schierato a sinistra ha visto quest’ultima ridurre visibilmente i propri consensi. Consensi in calo anche nel momento in cui si sono aperte le urne delle provinciali. In quattro sezioni ho visto immediatamente ridursi della metà i consensi di Rifondazione. E non è che quei voti siano andati a Sinistra Critica o al Partito dei Lavoratori (che hanno preso davvero pochissimi consensi). “9, 13, 12, 12″…questi erano i consensi…..e potrei continuare con altre sezioni. Dove sono andati a finire quei voti? (Il mondo operaio del Nord ha tradito i Comunisti, non il contrario adesso che c’è Ferrero come guida ottima del Prc?) Non penso che siano rimasti nelle matite degli astensionisti. Penso che molti abbiano preferito girare le spalle, votare proprio Lega o Di Pietro. Anzi. Molti conoscenti so per certo che vedevano di buon occhio proprio Di Pietro. Ma la sovranità dell’elettore è sovrana. E mentre la delusione si fa grande, all’uscita dai seggi incontro persone con cui discutiamo e analizziamo i risultati. E proviamo a ragionare. Futuro? Per qualcuno un “gruppetto” che diventa sempre piu’ extra-parlamentare, termine che fa tornare in mente gli anni ‘70. Per altri, è urgente provare a creare un soggetto, di sinistra, sullo stile tedesco: un soggetto costruito negli anni, capace di raggiungere il 6%, 7%. Per altri ancora forse sarebbe meglio abbandonare il simbolo…..insomma, tante chiacchiere in libertà. Purtroppo non è un brutto sogno. E’ la realtà. A me dispiace molto vedere questa nostra città, Torino, che vede Rifondazione con un esito elettorale pari a 3,79%, ovvero 14.033 voti.Davvero poco. Una tristezza. Ma dobbiamo ripartire, da subito. Tra la gente. E mentre penso ciò, spero che almeno gli amici di Poirino, Palazzo Claudio e Michelina Cardamone siano riusciti ad ottenere molti consensi nelle elezioni comunali. A Poirino.
Pubblicato in Riflessioni Quotidiane, Rifondazione Comunista | Contrassegnato da tag Berlusconi, Merkel, operai, Paolo Ferrero, Paura e confusione fra gli Operai, pd, Ridondazione Comunista, Sarkozy, sinistra, Spd, Stop a Berlusconi, Voto operaio alla lega | 1 Commento »
Verso mezzogiorno, percentuale di votanti che fino a quel momento si erano recate al seggio, (sezioni da me viste) intorno al 33%. Percentuale in calo. Casi particolari. Un elettore “non vota perchè non si sente rappresentatato, in Europa”. Una domanda: perchè se si indica il Presidente alla Provincia, e nello stesso tempo si indicano più preferenze ai nominativi ad esso collegato, si annullano questi ultimi e si tiene buona la preferenza per il Presidente? Non si evidenzia così un elettore che ha avuto si l’intenzione di indicare il Presidente, ma allo stesso tempo, forse, dare l’indicazione per dire “quel voto è mio”? Misteri….
Pubblicato in Appuntamenti | Contrassegnato da tag Percentuale dei votanti, un elettore non vota | Lascia un commento




