Riceviamo e Pubblichiamo:
ARMANDO PETRINI (SEGRETARIO REGIONALE PCR PIEMONTE):
NO ALLO SBARRAMENTO DEL 4% PER LE EUROPEE
UN VERGOGNOSO ATTACCO ALLA DEMOCRAZIA
Oggi (ndr 30/01/09) le forze della sinistra (PRC, PDCI, Uniti a Sinistra) hanno manifestato a Torino davanti alla sede regionale del PD la propria ferma contrarietà alla nuova legge elettorale per le europee.
Una legge profondamente antidemocratica, che non è giustificata da alcuna ragione politica, dal momento che al Parlamento Europeo non c’è né un problema di governabilità (non si elegge alcun governo) né di frammentazione delle forze politiche (i gruppi parlamentari sono pochi e il loro numero non dipende dal meccanismo elettorale con il quale si vota).
L’obiettivo della legge è piuttosto il tentativo di far scomparire la sinistra italiana anche dal parlamento europeo, cercando di colpire, attraverso la sinistra, tutti coloro che sono contrari al clima di accordo fra la destra di Berlusconi e il Partito Democratico di Veltroni.
Abbiamo significato anche direttamente a Veltroni, in un colloquio tenutosi questa mattina, la nostra ferma contrarietà alla proposta di legge e la nostra volontà di continuare a denunciarla come lesiva delle più elementare norme della convivenza democratica.
Presenteremo in tal senso nei prossimi giorni anche un ordine del giorno al Consiglio Regionale del Piemonte.
Torino, 30 gennaio 2009.








Veltroni è in caduta libera dentro e fuori il Pd e, nonostante ciò persevera negli errori e nell’incoerenza e, nel farsi “nemica a vita” la Sinistra.
Diliberto lo aveva detto alle scorse elezioni politiche nazionali: ‘È un suicidio politico la scelta del Pd di correre “da solo”’.
Non era difficile non intuirlo! Il fine di tale scelta, ci hanno fatto intendere gli asserviti canali mediatici italiani, era la stabilità politica (dopo il caos generato dalla risicata e labile maggioranza del governo Prodi) come se essa, di per sé, fosse la panacea di tutti i mali. Eppure, i mali, la crisi, con il nuovo governo e con la nuova pseudo-opposizione di Veltroni & Company di stampo centrista, si è fortemente acuita; la perdita del potere d’acquisto di salari e stipendi è aumentato. La povertà è dilagata. Questa semplificazione veltroniana, mi chiedo, a cosa è servita ai lavoratori?
Dunque, dopo aver regalato la vittoria a tavolino alle destre, alle scorse elezioni politiche, pensa, lo “stratega Walter,” a torto e la storia prossima vicina sono convinto ne darà ragione, che sbarazzandosi, attraverso lo sbarramento, della Sinistra, (Rifondazione Comunista e Partito dei Comunisti Italiani anche nel panorama politico europeo: quella Sinistra che la si comprende, per chi ha conservato ancora orecchi per intendere, dai programmi e dalla alta coerenza dimostrata negli anni, pur se qualche errore lo si è sicuramente compiuto), di poter raggranellare qualche voto in più e, quindi dare quel senso direzionale, a lungo perseguito, alla sua formazione politica di stampo americano, dove conta davvero poco, per i lavoratori, alternarsi al governo.
Dimentica, inoltre, che in Europa non vi è lo spauracchio “Berlusconi al potere,” come è stato, alle politiche scorse, per tanti elettori comunisti, che hanno scelto il cosiddetto voto utile e, neppure la “sciagurata” esperienza della sinistra arcobaleno; mi chiedo: riesce a coglierlo Veltroni questo?
Inoltre, apparirà, spero, chiaro – ai dirigenti comunisti, da questo momento,- che: “infiltrati del Pd” nelle formazioni Comuniste in italia non dovranno essere più tollerati e, dunque si spezzerebbe, finalmente, con l’ultimo “poltronista” Vendola il fenomeno scissioni alimentato, sin dalla nascita di Rifondazione Comunista 1991, dagli eredi – ai sensi di legge,- della giocosa macchina da guerra di occhettiana memoria.
Chiarezza nei programmi, presenza nella società, fra i lavoratori, fra la gente che non arriva a fine mese, unità delle formazioni politiche comuniste, deve essere il nostro fine e non vi sarà Veltroni o sbarramento che possa tenere.
Penso che ai lavoratori non dovrebbe essere sfuggito quanto è importante, in questo difficile periodo, la presenza rappresentativa nelle istituzioni di una forza di Sinistra che difenda i loro interessi.
Sono cosciente che in politica sono importanti, e a volte necessari i compromessi, (ed il segretario di Rifondazione Comunista Paolo Ferrero non è di certo un estremista e la Cgil neppure), al tempo stesso, la difficile situazione economica ed esistenziale, di tanti ex elettori che si ritrovavano sulle posizioni politiche della Sinistra, richiede poche chiacchiere e tanti, tanti fatti!
I fatti hanno sempre avuto bisogno della lotta; nella storia, nessun governante li ha mai regalati ai lavoratori.
Daniele S.