In questi giorni mi sono soffermato su alcuni articoli de Il Manifesto. Sicuramente, l’intenzione di chi ha scritto l’articolo su quel giornale, Polo, con contenuto “fermarsi un giro”, (come veniva sostenuto sul Manifesto), era “sollecitare una riflessione”. Una riflessione che ha aperto un contraddittorio, una dialettica. Io penso che l’elezioni europee non abbiano come scopo “la stabilità” di un governo e, quindi, non ne capisco il senso del porre uno sbarramento.
Ma, a prescindere, penso che a tutti, ma proprio a tutti, debba essere garantita la rappresentanza. Sarà anche un “aiuto a far riflettere”, ma onestamente, chiediamocelo, quanti hanno capito questo e quanti hanno capito diversamente? Allora cosa proponiamo ai lavoratori, di saltare il giro anche con il contratto non firmato dalla Cgil? Saltiamo il giro e non chiediamo il referendum? Allora cosa facciamo, noi “classe operaia”, “fasce deboli”, “precari”, dato che non possiamo comprare per “far girare l’economia” come qualcuno, dotato di un’intelligenza molto raffinata, propone, “saltiamo un pasto”? Penso che esistano altre forme di dissenso, e soprattutto, se l’intenzione è quella di stimolare, “provocare” una riflessione, facciamolo, indichiamo il nostro ragionamento, da dove si vuole partire a dove vogliamo arrivare. Io, personalmente, “un pasto, non lo salto se ho già digiunato a quello precedente”, nè, tantomeno, “salto un giro”. Voglio che: tutto ciò che mi è intorno, che è politica, sia deciso anche da me. Non voglio certo delegare nulla ad altri che non mi rappresentano minimamente. E poi, se lo scopo è far uscire una indicazione netta, chiara, di un forte astensionismo, qualcuno si ricorda quanto già alta era questa percentuale nelle scorse elezioni o, al precedente digiuno come preferite? NO, “Io non salto il giro”.
Contro lo sbarramento: “saltare un giro è come proporre saltare un pasto per combattere la crisi”
3 Febbraio 2009 di Romano Borrelli
Pubblicato in La critica, crisi | Contrassegnato da tag manifesto, Cgil, contratto, Sbarramento, elezioni europee, Veltrusconi, Polo, saltare un giro, sciopero generale, rossana rossanda | 5 Commenti
5 Risposte
Lascia un commento
Romano afferma
Un Altro Mondo è Possibile dipende soltanto da Noi!

Facebook
Pagine
Video
English Version
Google Reader
FeedBurner
Calendario Blog
Categorie Blog
- Amore (3)
- Appuntamenti (55)
- Articoli dai giornali (8)
- Articoli dal Web (5)
- Borrelli politologo (24)
- Cgil (13)
- crisi (39)
- fiom (13)
- La critica (17)
- Lettere Visitatori del Blog (2)
- Libri (3)
- Lista comunista (12)
- Mondo del Lavoro (23)
- mondo della scuola (4)
- Paolo Ferrero (17)
- Pdci (7)
- Riflessioni Quotidiane (101)
- Rifondazione Comunista (61)
- Torino (28)
- Università (4)
- Video (6)
Borrelli Tag
Armando Petrini Barbara barbara chiappetta Berlusconi cassa integrazione Cgil cig cisl classe operaia Claudio Palazzo compagni crisi Denso elezioni europee fabbrica fiat fiom gelmini Indesit juri bossuto la stampa lavoratori liberazione Lista comunista manifesto operai Paolo Ferrero pd Piazza Castello prc Precari repubblica rifondazione Rifondazione Comunista Roma romano borrelli sciopero scuola Sergio Dalmasso sinistra Skf social card tav Torino Treno-
Commenti Recenti
Daniele S. su Torino-Chivasso-Ivrea: il tren… Daniele S. su Provincia di Torino. CONCORSI … Maria su Provincia di Torino. CONCORSI … tatiana su Bonus famiglia e disoccupazion… Nicolò su Ragazzi siamo al Massacro di… elisa su Bonus famiglia e disoccupazion… Romano Borrelli su I compagni della Denso di Poir… Alessandro su I compagni della Denso di Poir… Fabio su Bonus famiglia e disoccupazion… sandan su Bonus famiglia e disoccupazion… -
Più cliccati
-
Post più letti
- Bonus famiglia e disoccupazione requisiti ridotti
- Domande disoccupazione
- Ragazzi siamo al Massacro di Massa!!!
- Provincia di Torino. CONCORSI PUBBLICI: REGOLE UGUALI PER TUTTI
- Skf di Airasca laboratorio antisindacale
- 95 esuberi su 250 addetti all'Antibioticos S.p.A.
- I compagni della Denso di Poirino non si dimenticano mai
- Una sedia vuota al circolo Lenin di Torino: ciao, compagna "Carla"
- Referendum, Franceschini vuole regalare l'Italia a Berlusconi per i prossimi 30 anni
- Benigni censurato su YouTube
Archivi
Blogroll
Link Interessanti
Blog Paolo Ferrero- ACQUA, PARLAMENTO RITIRI SUBITO DECRETO SULLA PRIVATIZZAZIONE ACQUA BENE PUBBLICO IMPRESCINDIBILE. PRC IN PRIMA FILA DOMANI A PRESIDIO IN SUA DIFESA 11 Novembre 2009
- SALVA-PROCESSI, ARIDAJE. BERLUSCONI SI AUTOASSOLVE E FINI FA DA FOGLIA DI FICO. VERGOGNA. UN ALTRO BUON MOTIVO, QUESTO, PER SCENDERE IN PIAZZA IL PROSSIMO 5 DICEMBRE PER IL NO BERLUSCONI DAY. 11 Novembre 2009
Catepol-
Blog Contatore
- 49,421 Visite dal 08/12/08
Dal 20 aprile 2009
Creative Commons

Il Blog di Romano Borrelli by Romano Borrelli is licensed under a Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License.
Based on a work at romanoborrelli.wordpress.com.-
Articoli Recenti
- Bella Ciao Modena City Ramblers
- Il muro e noi
- Torino-Chivasso-Ivrea: il treno della vergogna 2
- Una sedia vuota al circolo Lenin di Torino: ciao, compagna “Carla”
- “La ricerca è appesa ad un filo, non tagliate la corda”
- Chivasso – Ivrea, in treno: che vergogna!
- Dante De Angelis tornerà a guidare un treno
- Assalti Frontali – “IL RAP DI ENEA” videoclip – 2009
- La rossa passa col rosso
- “Io siamo, 10 e lodo”
- Reddito dei parlamentari 2007
- Federazione della Sinistra (Ferrero-Diliberto-Salvi-Patta): Berlusconi si dimetta, si vada subito ad elezioni anticipate
- Napolitano – Ferrero: “Sull’Afghanistan parole gravi e insultanti”
- Precari in piazza, operai sul tetto, “entrambi in mutande”
- 14 settembre 2009 primo giorno di scuola … ma quale scuola?
Archivi
Amministrazione


Che dire? Quoto in toto…La proposta dello sbarramento è un assurdo già di per sè, personalmente lo vedo come un affronto alla democrazia. Sarebbe bene ricordare più spesso (ancora meglio applicare) le parole di Evelyn Beatrice Hall “Disapprovo quello che dite, ma difenderò fino alla morte il vostro diritto di dirlo”.
In conclusione “Io non salto il giro”
Alberto
P.S. Complimenti per il blog, state facendo un ottimo lavoro.
Non c’è da saltare alcun turno.
Tutti coloro che sono usciti, tornino in Rifondazione Comunista-SE, o almeno si candidino nelle liste di Rifondazione.
E si candidino in Rifondazione anche gli esponenti dei movimenti.
Solo così possiamo sperare di riemergere e rafforzarci.
Ovunque possibile, presentiamo il simbolo di Rifondazione Comunista-SE
Devo dire che l’idea di “saltare un turno” e quindi di non presentarsi al prossimo appuntamento elettorale è profondamente sbaglata oltre che viziata da intellettualismo. In una fase di profonda crisi per la sinistra è obbligatorio rilanciare l’azione dei partiti che ad essa appartengono. e ciò è possibile farlo anche attraverso le elezioni per tentare di ridare un punto di riferimento alla nostra gente. saltare un turno significa anche saltare un’occasione per riappropriarsi di un terreno del quale siamo stati espropriati. è quindi necessario impegnarsi per organizzare in tutti i territori le nostre liste col nostro simbolo e lavorare alacremente per la campagna elettorale delle europee
E’ una stupidata, che potrebbe significare l’estinzione della Sinistra, secondo me, quanto proposto da Polo. In questo periodo, così critico dal punto di vista lavorativo e dell’organizzazione delle forze di Sinistra, credo, dovrebbe impegnarsi nel dare il doppio dello spazio nel suo giornale alle lotte di Rifondazione Comunista e del PDCI, e cercare di spiegare quanto è importante l’assenza nelle istituzioni di queste forze politiche le uniche degne di chiamarsi di Sinistra, altro che prolungare tale assenza.
Concordo. “Saltare un giro” è una proposta sbagliata, come dice Romano, e viziata da intellettualismo, come dice Marco.
E poi nei nomi con cui ci si riferisce alle cose c’è sempre un po’ di sostanza. L’espressione “saltare un giro” sembra quasi alludere a un gioco, e anche da questo punto di vista mostra di non cogliere nel segno, non comprendendo in sé la complessità della questione. Non si tratta di “saltare” un giro, di valutare l’opportunità o meno di presentarsi a una competizione; si tratta di difendere interessi materiali, di conservare un’idea di classe, di rilanciare il cimento della trasformazione… Qualcosa di molto più complesso, che mi pare vada ben al di là dei nostri scazzi e delle nostre asfittiche divisioni.