Ieri ho incontrato alcuni ex colleghi di lavoro, della fabbrica Denso di Poirino, che mi hanno riferito come, anche, in quella azienda sia arrivata da un po’ di tempo una “ventata di cassa integrazione”. Dopo avermi rivolto i complimenti per questo Blog, mi han chiesto di parlare per conto loro del come la crisi finanziaria sia arrivata anche dalle parti di Poirino. Ringrazio, come sempre, l’RSU Claudio Palazzo, che mi parla di storie di vita quotidiana; Palazzo è un punto di riferimento per molti, spesso accompagnati da lui per l’espletamento delle pratiche più farraginose. Un ringraziamento va a egli da parte di molti operai che conosco e sanno dell’impegno ed il cuore che mette nella difesa ad oltranza dei lavoratori della Denso.
Preciso che questo Blog è anche a disposizione di tutti gli operai della Denso, e non solo, con cui ho condiviso per dieci anni gioie, fatica quotidiana e dolori, e che hanno il merito, non dimenticato, di aver forgiato parte della mia personalità: quella che ha a cuore i valori veri; la solidarietà operaia, la solidarietà verso i più deboli. Da lì la riflessione postuma ed il rifiuto delle etichette che i manipolatori del pensiero degli abitanti di questa società, divenuta bacchettona e decadente, ci fanno autoappiccicare addosso, al fine di disarmare e sottomettere colui o colei che non rientra nei falsi e vuoti modelli gerarchici che ci propinano, e costruiti in funzione consumistica e capitalistica per conservare il dominio con la subalternità.
P.s.
Informo e vi ringrazio per il secondo record consecutivo del Blog di 566 visitatori avuti nella giornata di ieri 17 marzo 2009; aggiungendo al solito: andiamo avanti insieme!








Ciao Romano.. Bravo.. il tuo Blog è molto bello.. via avanti e non perderti di coraggio…
Certo. Lo sai come porto avanti certe convinzioni.
Comunque grazie che segui in maniera così continua.
Ciao Romano. Ringrazia anche il sig. Damiano.
la situazione economica è molto grave.. penso che la protesta dovrebbe essere più incisiva… il popolo ha bisogno di un movimento che lo motivi è coinvolga nella lotta… dovremo pensare a qualcosa di nuovo.. ciao Romy
Bisogna far saper che alla Denso di poirino oramai “regna l’ingiustizia”,ci sono “continui dispetti da parte dei capi e dei team leader”, e diventato un lusso “ammalarsi ” perché quando rientri dalla mutua o da un infortunio “per dispetto” ti sbattono in cassa integrazione o ti spostano di turno, e in tutto questo i nostri delegati non prendono provvedimenti in riguardo. Ci sentiamo “tutti” sotto continuo ricatto e non abbiamo difese.
Caro Enrico, ti ringrazio per il coraggio mostrato e aver scritto e descritto una realtà da te percepita. Non entro nel merito e non sarebbe giusto, però vorrei far presente alcune considerazioni. Alle ingiustizie percepite ci si oppone: io ritengo ed ho sempre ritenuti validi i delegati della Fiom. Palazzo segue “tutti i tipi di vertenze” nonostante il “cattivo periodo” che vede sempre meno operai sul proprio posto di lavoro. (cig, crisi economica, ecc.). Ti consiglio vivamente di rivolgerti a lui. Però le considerazioni sono di tipo storico e di tipo attuale.
- Quelle di tipo storico. Ricordo che, di frequente venivano indetti gli scioperi al sabato. La domanda rituale era: “Tu vieni?” le risposte piu’ frequenti erano:”Perchè dovrei rinunciare? se non vengo a lavorare, lo straordinario se lo “becca” qualcun’altro: quei soldi meglio in tasca a me. Con quei soldi posso comprare un bel paio di scarpe firmate per mia figlia, così non fa brutta figura con le amiche”. I ricordi potrebbero continuare, ma onestamente, un paio di scarpe, di marca, barattate per un’altra condizione…. Questo avveniva al sabato……
- Una del presente: quella non è più la mia realtà, ma ho sempre pensato, una volta andato via, ad “un ritorno” in termini quantomeno di solidarietà. Ho partecipato a tutte le manifestazioni sulla crisi economica: Roma, Torino, corteo della Indesit, ancora Roma, Torino, e via dicendo. Ho incontrato delle persone stupende che mi hanno accolto dietro il loro striscione Fiom della loro fabbrica: la Skf di Airasca. Della Denso di Poirino, mi dispiace, ma non ho visto nessuno. Loro, gli amici perché siamo diventati amici (Barbara, Massimiliano, Stefano e tutti gli altri), sono uniti, il sindacato, la Fiom, è un punto di riferimento, e ti assicuro che sui treni non giocavano a carte o fumavano, ma discutevano le forme migliori per tutelare i loro colleghi, iniziare vertenze, cercare la collaborazione della Cgil. A me piacerebbe vedervi, qualche volta, con il vostro striscione “Denso”… magari verrei anche io con voi…. e la cosa più bella è il messaggio che quell’ipotetico striscione potrebbe comunicare: “solidarietà, meno egoismo e più voglia di combattere contro le ingiustizie; anche quando costano 50 euro: di straordinario!”. Scusa la franchezza. In ogni caso, rivolgiti a Palazzo. Davvero.
ciao Romano ma che fine hai fatto sono Alex dell’UTE C, RICORDI i lunghi discorsi. Ora sei fuggito e hai lasciato nei problemi noi , me .come posso contattarti? Ciao Alex
ciao Alessandro, grazie delle parole, conseguenti a ricordi, lunghe chiacchierate, di politica di lavoro . Ci sono, perchè come spesso affermo “io siamo: in un epoca di individualismo ed egoismo l’io sono deve essere bandito: usiamo invece” io siamo”. Io con voi. Gli insegnamenti dei compagni, Michelina Cardamone, Claudio Palazzo e molti altri, resistono, e li porto in giro, con me: non li dimentico e non dimentico voi. Chiedi a Palazzo il mio numero, continueremo le nosre chiacchiarate. Le vostre difficoltà sono anche mie. ciao alessandro, ricorda di chiedere il numero. grazie
salve, sono uno dei 250 operai della denso che nel 2008 è stato lasciato a casa x la crisi con la promessa che se ci sarebbe stato la promessa che sarei stato richiamato; io ancora oggi sono senza lavoro con un affitto da pagare e spese in genere. Sono venuto a sapere che a gennaio hanno assunto 20 persone tra cui anche persone che non sono mai state in quell’azienda; io ci sono stato 2 anni, ho fatto tanti sacrifici tra straordinari e notte fissa. La cosa che non mi sembra giusta è che stanno chiamando persone che in quell’azienda non sanno cosa significa fare sacrifici x 2 anni e che si è ritrovato disoccupato grazie di tutto