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Archivio per aprile 2009

Torino 30 aprile 2009. In anticipo di qualche ora mi vedo una Torino, come da migliore tradizione, colorata di rosso, con tanta gente, donne, uomini, bambini, uniti, sotto un unico colore: il rosso, della passione, di un ideale; ideale di giustizia sociale, volta ad una redistribuzione più equa delle risorse. Il mio grazie va a tutte le persone che ho conosciuto fin da bambino e che mi hanno trasmesso il senso di un’idea di giustizia. Una di queste, la partigiana Enrica Dellavalle, che mi ha trasmesso “storia”, di solidarietà e di lotta. Dei suoi parenti, che lavoravano nelle fabbriche di Torino, dei suoi numerosi scioperi,

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Roma, 28 APdCITv ha trasmesso in diretta la presentazione dei candidati della lista unitaria anticapitalista e comunista. Compagni/e si parte!

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Oggi ricorre l’anniversario della morte di Antonio Gramsci avvenuta il 27 aprile del 1937, grande intellettuale e capo del partito comunista italiano tenuto per decenni dentro le carceri dal fascismo, fino a sfinirlo.

Nessuna parola nelle reti televisive italiane, neanche nel Tg3 telegiornale pubblico in quota Pd.

Il 25 aprile scorso, per la prima volta, mi sono recato – come già scritto, – insieme ad alcuni compagni di Rifondazione Comunista presso la casa di Antonio Gramsci, a Torino. Un palazzo, la cui facciata è coperta, da una ristrutturazione ormai programmata da un po’ di tempo. Ma a noi, le facciate, non interessano. Interessa la sostanza. Abbiamo, insieme ad altri compagni dei comunisti italiani, posizionato le bandiere e posato dei fiori. L’emozione è stata tanta. Un discorso del segretario di Rifondazione Comunista, un ricordo ad Antonio Gramsci. L’invito a recarci presso i cancelli di Mirafiori, dove, alcuni lavoravano. “L’invito” per me è stato come gettare un sasso in una cristalleria: dirompente. Rabbia. In una giornata di festa, in una giornata in cui, “piaccia o non piaccia l’esperienza partigiana fu determinante per restituire la libertà e la dignità al nostro Paese”, e dove finalmente a gran voce si afferma che “la costituzione non è un residuato bellico….come da qualche parte si vorrebbe far intendere”.

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IRIDE ENIA “Servizi per azioni”

Il Gruppo di Rifondazione Comunista in Consiglio comunale a Torino ha votato contro la liberazione per l’aula della delibera di fusione Iride Enia, la cui trattazione è prevista nel Consiglio di lunedì 27 aprile.

Il lungo elenco di attività previste dall’articolo 4 del nuovo Statuto ci consegnerebbe una realtà in cui i Consigli comunali non sarebbero più chiamati a decidere sui servizi pubblici erogati, scelte che verrebbero operate da una società quotata in Borsa il cui scopo prioritario è quello di distribuire utili e dividendi ai propri azionisti.

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Oggi, 25 aprile 2009, ore 11.30. Sono stato ad una commemorazione, quella di Antonio Gramsci, in “piazza Carlina”, a Torino. Siamo stati sotto la sua casa, a ripensare ai suoi scritti, ai suoi ideali, all’attualità del suo pensiero, oggi. Dopo che il segretario di Rifondazione Comunista, della federazione di Torino, Renato Patrito,

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MILANO – Sembra una grossa fotocopiatrice, questa nuova invenzione presentata alla libreria Blackwell di Londra. La «Espresso book machine» può stampare e rilegare un libro in circa cinque minuti. Con un catalogo di più di 400.000 titoli (che dovrebbero arrivare a un milione entro l’estate), promette di rendere subito disponibili libri ormai fuori stampa o di evitare ai clienti il fastidio di sentirsi dire che un libro è esaurito. UN LIBRO IN CINQUE MINUTI – Il lettore può scegliere tra i titoli del catalogo accanto alla macchina, quindi premere il tasto «make book» e guardare mentre il libro scelto viene stampato. In cinque minuti circa, le pagine in formato A4 vengono incollate ad una copertina a colori ed il libro esce da un’apertura laterale «caldo come un toast», come riferiscono i giornalisti inglesi che l’hanno provata. Secondo gli inventori, la «Espresso book machine» permetterà alle librerie di far fronte alla concorrenza di siti web come Amazon, offrendo ai lettori un vasto catalogo di titoli difficilmente reperibili altrove (tra gli altri, il manoscritto originale di «Alice nel paese delle

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In una sera d’inizio aprile, durante un colloquio finalizzato al rilascio di un’intervista, volta a descrivere l’impegno sociale e politico, descrivevo le “tre Chiese”, di gramsciana memoria a cui, in gran parte dovevo l’emergere di una visibilità non voluta:”i protagonisti”, asserivo, (altre volte, durante l’intervista, li contemplavo prendendoli in considerazione), dovevano essere gli appartenenti ad una classe emarginata, forse con un calo di coscienza sociale, ma sempre protagonista: la classe operaia “allargata”, includendo in allargata cassintegrati, in mobilità, “nuovi operai” dei call center disoccupati, precari.

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Pochi mesi fa la Provincia di Torino ha stabilito “nuove regole” per lo svolgimento dei concorsi.
Come conseguenza di queste “nuove regole”, allorché si terranno i 22 concorsi indetti il 3 aprile 2009 per l’assunzione di 80 lavoratrici e lavoratori, un certo numero di dipendenti assunti a tempo determinato con contratto di tipo privatistico e fiduciario (c.d. Bassanini) non verrà sottoposto alla preselezione. Tale preselezione è prevista invece da quelle medesime “nuove regole” per tutti gli altri candidati, siano essi disoccupati, lavoratori precari o dipendenti di ruolo che intendono partecipare ai concorsi per il livello superiore.

Ma le regole non dovrebbero essere uguali per tutti?

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In questi giorni ho pensato spesso ad alcuni personaggi “resistenti”: al capitale, alle avversità, alle delocalizzazioni. Uno di questi personaggi è Rosanna Nardi, lavoratrice presso la Stabilus di Villar Perosa, una azienda metalmeccanica distante circa 20 kilometri da un’altra azienda in difficotà, la Indesit di None, e in prossimità di un’altra azienda, la Skf di Airasca. Rosanna è una donna che sta lottando, per non “farsi portare via la fabbrica”, come si poteva leggere su Liberazione. Portare dove? Verso altri “lidi”, magari dove il costo del lavoro è più basso, magari dove si possono percepire 350 euro al mese, senza tutele. Già, perchè a quanto pare, le tutele si apprestano a diventare degli optional. Ma gli optinonal un tempo non erano riservati ai soli manager, quelli che ora si vorrebbero “salvare”, magari come oggi affermava Sergio Bonetto, avvocato di Torino, con una norma anticostituzionale”? (Liberazione, Fabio Sebastiani). Gianni Rinaldini accosta a questo tema una similitudine già usata in altri frangenti: “Un’altra porcata”. Cosa? “L’articolo salvamanager” il 10-bis, contenuto nelle modifiche

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La scelta di Franceschini e del Pd di votare sì a un referendum elettorale quel quello proposto dai referendari Segni e Guzzetta che introdurrebbe in Italia un bipartitismo coatto e ridurrebbe la legge elettorale italiana a una legge peggiore della legge truffa del ‘53 e molto simile alla legge fascista e liberticida Acerbo del ‘24 indica semplicemente che la connivenza del Pd con Berlusconi è totale. Ma indica anche il masochismo dell’attuale centrosinistra. Con una legge elettorale come quella proposta dai referendari, infatti, Berlusconi e il centrodestra vincerebbero le elezioni per i prossimi trent’anni.

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