Riceviamo e Pubblichiamo:
Torino 24 aprile 2009
IRIDE ENIA “Servizi per azioni”
Il Gruppo di Rifondazione Comunista in Consiglio comunale a Torino ha votato contro la liberazione per l’aula della delibera di fusione Iride Enia, la cui trattazione è prevista nel Consiglio di lunedì 27 aprile.
Il lungo elenco di attività previste dall’articolo 4 del nuovo Statuto ci consegnerebbe una realtà in cui i Consigli comunali non sarebbero più chiamati a decidere sui servizi pubblici erogati, scelte che verrebbero operate da una società quotata in Borsa il cui scopo prioritario è quello di distribuire utili e dividendi ai propri azionisti.
Oltre agli aspetti tecnico-finanziari di non facile comprensione per i non addetti ai lavori, stupisce la sottovalutazione delle implicazioni dirette per i servizi pubblici locali che questa votazione avrà, a cominciare dalla possibilità per la new.co di occuparsi dell’imbottigliamento e vendita al dettaglio o all’ingrosso di acqua potabile sia direttamente che indirettamente.
È l’inizio della fine per i servizi pubblici locali e un’ulteriore mina all’autorità e all’autonomia delle assemblee elettive; stupisce la retorica di quanti, ancora oggi nel mezzo di una crisi che riscrive le leggi dell’economia, continuano a lodare termini quali la concorrenza, la competizione e il mercato.
Confermata anche dalle risposte dei vertici Iride la possibilità di entrare nella gestione o progettazione di impianti nucleari, scenario tutt’altro che lontano, anche grazie alle scelte dissennate del Governo.
Avvertiamo un senso di responsabilità nei confronti dei cittadini torinesi e siamo da sempre impegnati nella battaglia per i beni comuni e a tutela dei servizi pubblici locali. Anche per questo condurremo nelle sedi istituzionali e pubbliche la battaglia per la loro difesa, senza ambiguità alcuna.
Renato Patrito
Segretario Provinciale Rifondazione Comunista
Luca Cassano
Capo Gruppo PRC Comune di Torino







Torino, 28 Aprile 2009
Comunicato Stampa
Fusione Iride-Enia, le bugie hanno le gambe corte
Apprendiamo con stupore delle parole del Capogruppo Pd in Consiglio Comunale a Torino,Andrea Giorgis, sulla presunta responsabilità di gruppi di maggioranza nei ritardi della sempre più complicata fusione Iride-Enia.
Si è aperta la caccia alle responsabilità politiche dell’impasse? Cominci pure dal suo Partito e dai ritardi nella presentazione di emendamenti strategici quali ad esempio quello sullo stralcio dell’allegato 4 sullo Statuto F.S.U. arrivato solo ieri nel primo pomeriggio o il balletto sul 51% pubblico, durato oltre una settimana per poi arrivare ad una formulazione tutt’altro che chiara.
In vista del dibattito di domani ricordiamo inoltre al Capogruppo Giorgis che tra la notizia degli emendamenti ostruzionistici del centrodestra, battuta dalle agenzie di stampa alle 17.40 di ieri e l’inizio del dibattito sono trascorse oltre tre ore nelle quali la Giunta avrebbe potuto ma non ha presentato un maxi emendamento in grado di neutralizzare quelli di Lega e Pdl, limitandone l’azione.
Perchè? Si vogliono forse scaricare su altri responsabilità interne al Partito Democratico?
Chiediamo quindi a lui di rispondere a noi e ai torinesi,invece di cercare capri espiatori negli alleati della coalizione,ribadendo il nostro voto contrario alla Fusione Iride-Enia.
Il capogruppo Prc
Luca Cassano
Torino 30 aprile 2009.
Dissidenti in nome dei Beni Comuni e dei Servizi Pubblici Locali
In merito alle dichiarazioni del Sindaco Chiamparino, il Segretario della Federazione di Torino ed il Capogruppo in Consiglio Comunale di Rifondazione Comunista dichiarano quanto segue:
“Nessuna riunione di maggioranza è stata convocata nelle settimane precedenti il Consiglio, pur sapendo dell’opposizione espressa in sede di Commissione da parte della totalità dei gruppi della Coalizione ad eccezione del Pd.
Rifondazione Comunista ha ciononostante deciso di firmare la mozione di accorpamento degli emendamenti,in nome di una correttezza che non è mai venuta meno in questi tre anni,contrastando nel merito la delibera di fusione Iride-Enia e non prestandosi all’ostruzionismo del centrodestra.
Abbiamo garantito il regolare svolgimento della seduta assicurando il numero legale,viste le numerose e frequenti assenze del Partito Democratico.
Non si può pretendere e richiedere il voto sull’immediata esecutività a coloro i quali hanno votato contro una delibera che apre la strada alla privatizzazione dei Servizi Pubblici Locali,umilia i Consigli Comunali e si schiera nei fatti contro le istanze dei movimenti a favore della ripubblicizzazione dell’acqua.
I nodi su una fusione quanto mai complicata e incerta verranno al pettine a cominciare dalla vicenda tutt’altro che definita del 51%, assunta in maniera netta dal Comune di Genova e derubricata a mero atto di indirizzo» e senza alcun valore cogente» da parte del Sindaco.
Luca Cassano
Capogruppo Rifondazione Comunista Consiglio Comunale Torino
Renato Patrito
Segretario Provinciale Rifondazione Comunista Torino
Fonte: http://www.lucacassano.it
Dal portale Indymedia al link:
http://piemonte.indymedia.org/article/11275
Truffa Iride: ecco come frodare, restituire e poi rubare di nuovo.
Iride imbroglia gli utenti, abusa della sua posizione dominante e la cosa potrebbe avere degli inevitabili risvolti penali.
Lo afferma uno dei più qualificati studi legali genovesi: Conte & Giacomini.
La lettera che vi sottoponiamo (una sorta di parere Pro-veritate) è quella dello studio legale Conte & Giacomini a Furio Truzzi (Presidente di Assoutenti Liguria) inviata il 1° giugno 2010 ad oggetto: “Iride Mercato Spa – Delibera Autorità per l’Energia Elettrica e il gas n. 27/2005”.
Scrivono i legali genovesi:
“… la Iride, nell’applicazione delle condizioni economiche e delle tariffe di fornitura nell’ambito tariffario di Genova, nel biennio 2002-2004 si è discostata dal valore della quota QVD (c.d. ‘quota vendita al dettaglio’) approvata dall’AEEG con deliberazione n. 45/2003, applicando valori di QVD differenti per scaglioni di consumo; nel corso del 2004 la società Uno Gas Servizi Energia Calore Srl e l’Associazione Nazionale Amministratori Condominiali e Immobiliari hanno denunciato tale condotta all’AEEG; conseguentemente l’AEEG e la Guardia di Finanza hanno eseguito un’ispezione presso la sede legale della Iride i Genova, il cui esito ha confermato quanto oggetto di denuncia, evidenziando che la Iride ha utilizzato valori relativi alla quota di QVD difformi da quello previsto nella delibera n. 45/2003. Le variazioni della quota di QVD hanno determinato tariffe sostanzialmente digressive e penalizzanti i clienti finali con consumi più limitati in quanto i valori di QVD applicati dalla Iride sono risultati maggiori nelle fatture destinate ai clienti finali con consumi fino a 60 GJ ed inferiori nelle fatture destinate ai clienti finali con consumi superiori a 60 GJ. A fronte di tale condotta la AEEG ha emesso la delibera n. 27/2005 con la quale ha (i) avviato un’istruttoria nei confronti della Iride per l’adozione di una sanzione amministrativa pecuniaria ai sensi dell’art. 2 co. Lett. C), legge n. 481/1995 per inosservanza delle deliberazioni dell’AEEG medesima n. 237/02, n. 45/03 e n. 138/03 … intimando la Iride a provvedere ai necessari conguagli a favore dei clienti finali pregiudicati dalla violazione delle disposizioni di cui sopra. Iride ha quindi provveduto ad eseguire i conguagli oggetto di delibera, rimborsando i clienti penalizzati dalle tariffe applicate. In tale contesto la Iride, a fronte di uno scoperto di milioni di euro derivante dalla restituzione delle somme oggetto di conguagli, ha del tutto arbitrariamente deciso di recuperare gli “sconti” praticati ai grandi consumatori finali … è evidente che i clienti con consumi superiori ai 60 GJ sono stati indotti a sottoscrivere contratti di fornitura di energia elettrica e gas con la Iride proprio in ragione della convenienza delle tariffe offerte dalla medesima rispetto agli altri fornitori concorrenti. Risulta pertanto illegittimo il comportamento posto in essere dalla Iride consistente nell’esecuzione di conguagli in negativo nei confronti dei clienti con consumi superiori ai 60 GJ. Tale condotta … parrebbe essere fonte di 1) responsabilità contrattuale, 2) abuso di posizione dominante e 3) responsabilità penale… è evidente che l’attività della Iride consistente nel chiedere la restituzione delle somme oggetto di ‘sconti’ contrattualmente previsti ed accettati, possa integrare violazione del principio di correttezza e buona fede. Secondo costante giurisprudenza di legittimità, anche la sola violazione di tale regola di comportamento può discendere un danno risarcibile. Pertanto, nel caso che ci occupa, parrebbero esservi spazi per la richiesta di risarcimento del danno subito dai singoli utenti, posto che la Iride ha consapevolmente dato vita ad un’operazione lesiva dell’interesse economico della controparte a proprio esclusivo vantaggio, e ciò in totale violazione della buona fede contrattuale e del principio di correttezza e lealtà nell’esecuzione del contratto… L’attività di ‘recupero’ degli sconti contrattualmente praticati dalla Iride parrebbe potersi ricondurre nell’ambito del reato della truffa. Secondo costante giurisprudenza di legittimità, gli artifici e raggiri necessari per integrare il delitto di truffa non consistono solamente in espressioni verbali fraudolente, ma in qualsiasi condotta idonea ad ingannare e sorprendere l’altrui buona fede… idonei a procurare un ingiusto profitto per la Iride con danno a carico dei consumatori finali…”.
Toh lì … qualora potesse interessare la Procura della Repubblica di Genova (così quando arriva Raffaele Guariniello potrà dire che i collegi genovesi non fanno la siesta).
Quali saranno le prossime mosse di Iride? Non si sa. Forse affideranno la patata bollente nelle capaci mani del Prof. Avv. Vincenzo Roppo, per la verità ancora un po’ indispettito per la mancata designazione a membro del cda di Iren (nuova multiutility sorta dalla fusione di Iride e Enia). Però come si suol dire Pecunia non olet, alla fine contano solo le palanche. Roppo è uno che di fronte le situazioni difficili non scappa. Fugge solo dinanzi ai suoi fantasmi. Per il terrore degli spettri ha già venduto l’abitazione di P.zza Manin (ad un collega avvocato x 1,5 mil. Euro) e l’ufficio sede dello Studio Roppo & Canepa (si trasferisce a giorni dietro Via Assarotti nei nuovi uffici di Via Peschiera 33A-35).
Iride, nonostante tutto, comunque non disdegna di affidare al fido Roppo le sue controversie legali più delicate. Come quella di Iride Acqua Gas Spa contro Sace BT Spa. Un recupero in via esecutiva di 3.315.647,01 euro che Sace non ha nessuna intenzione di scucire. Roppo & Canepa, segugi di qualità, sanno già come braccare i creditori ed in quali banche stanare i quattrini (tutte fuorché CARIGE ovviamente). Nella fattispecie i legali genovesi sanno che SACE ha depositato da qualche parte un bel pacchetto di titoli e valori (nel suo bilancio al 31 dicembre 2009 dà conto di avere circa 160 milioni di euro investiti in titoli e tesorerie).
Vedrete che per aggredire sti quattrini faranno un bel pignoramento presso terzi contro la banca Intesa San Paolo (è stata sede di fusione tra Sace BT e Sace Surety) e sempre presso Banca Intesa San Paolo sono stati costituiti i depositi per la dispensa dai termini per l’opposizione dei creditori.
Ma se ci fossero un bel po’ di quattrini di Sace anche in Banca Carige? (sisi)
Belin di pignorare dindi lì non se ne parla proprio. C’ha solo da provarci che Paperone t’impallina senza tanti fronzoli.
Sarà anche un ‘timoniere ferito’ ma se gli tocchi i baiocchi Giovanni Berneschi è peggio di Terminator.
Doc. pdf. “Iride_Roppo_Conte_Giacomini”
http://piemonte.indymedia.org/attachments/jan2011/parere_conte__giacomini_iride.pdf