Giorni di esami di maturità per molti. Primo luglio: avanti il primo. Dopo la presentazione delle tesine, utili soltanto a “rompere il ghiaccio”, avanti con italiano. Ungaretti, Saba, e via così. Collegamenti con storia e panoramiche a “volo d’uccello” sulla prima Guerra Mondiale. Differenza fra guerra di trincea, guerra di posizione; panoramica sulla Seconda Guerra Mondiale e sulla Resistenza. La storia, quanto è utile, quanto è necessaria, soprattutto oggi. E così, tra un collegamento e l’altro, viene fuori anche la legge Biagi. Contratti, tipologie di contratti. “Quanti contratti conosce?” Una delle domande alla candidata….e subito, chissà perché, mi vengono in mente gli articoli dei quotidiani La Repubblica e La Stampa di oggi. La repubblica, “Tagli sui bidelli (ma perché poi continuano a chiamarli così?), molte scuole a rischio. Appello bipartisan al ministro Gelmini: “salvate i piccoli istituti”. (articolo di Diego Longhin, pagina XII). La Stampa, “Spariscono 900 bidelli (anche qui, perché continuano a chiamarli così?). Sos del Piemonte a Gelmini”. Un articolo a pagina 61 nella cronaca di Torino; posizionato in un box, in basso. Di colpo, penso alle righe dei quotidiani: “La scure non si abbatte solo sugli insegnanti, ma su tutto il personale amministrativo con una riduzione di 914 posti su tutta la Regione rispetto all’anno concluso, bidelli compresi”, poi, La Repubblica, affida la cronaca all’intervento dell’assessore Pentenero: “E’ a rischio il funzionamento di molti plessi scolastici”. Chissà se i ragazzi e le ragazze interrogate erano a conoscenza che anche chi ha predisposto locali e attrezzature per la loro maturità (vedi tecnici di laboratorio al fine delle presentazioni tesine) ha già perso il posto di lavoro, o è in procinto di perderlo? Avevo già scritto su questo argomento nel Blog: “una nuova disoccupazione alle porte”; già avevo parlato della consegna dei moduli per le supplenze di prima, seconda e terza fascia nello stesso periodo in cui molti, il contratto di lavoro lo portavano a termine. Ma che senso ha aver presentato domande relative alle supplenze, o quelle dei mesi precedenti, relative alla terza fascia degli Ata? Già ho parlato dell’amico Daniele, che poi sono tanti Daniele, che dopo aver dato un enorme contributo alla compilazione di quelle tesine (che proprio in queste mattine vengono discusse), ora si ritrova senza senza una di quelle forme di contratto: oggetto di interrogazione questa mattina. E, penso a tutte/ i collaboratori scolastici, come la signora Rosa, che non soltanto alle ore prefissate si occupava e preoccupava di accogliere e accompagnare nelle classi ragazzi in difficoltà, e che fra non molto si chiuderanno le porte e rimarrà anch’ella senza uno straccio di contratto. E, penso a tutti quelli che hanno dovuto sorvegliare nel marasma più totale, e in alcuni casi, anche ad assistere per espletare la funzione (magari non richiesta, ma necessaria) di “testimone”. Ecco perché, alla domanda, “signorina, quali forme di contratto conosce?”, io avrei risposto associando alle tipologie nomi e cognomi, tanto dei tecnici, quanto degli amministrativi, quanto dei “bidelli”. Ragazzi, ragazze, studiate la storia, fondamentale per la vostra e nostra coscienza sociale. Tagli, tagli, tagli. Avanti con la macelleria sociale. 914 tagli a quante famiglie corrispondono? Mi domando: “tagli sui bidelli”, eppure, in alcune scuole, per mesi e mesi si è lavorato “a meno due”, che vorrebbe dire, meno due titolari di una scuola che sono andati a ricoprire funzioni superiori in un’altra perché quei due di cui sopra erano inseriti in graduatorie diverse, (inseriti dove vi era carenza di amministrativi). Ma allora, mancavano anche gli amministrativi. E si taglia? Ecco perché se “quei due non erano sostituiti e si svolgeva anche il lavoro dei mancanti”, il ragionamento di alcuni, a questo punto, poteva essere, che si poteva lavorare anche con due in meno. Ma, siccome si chiedono sempre sacrifici, ecco che da meno due, siamo arrivati a meno 914. Ma come, qualcuno “si riempie la bocca con annunci contro la disoccupazione, con bonus per chi non licenzia” e poi, si procede per tagli? Mi sfugge qualcosa. Ecco perché, questa mattina, a quella domanda, che vale una maturità, la risposta migliore sarebbe stata “un elenco abbinato a facce e nomi”.
Ho parlato con alcuni consiglieri regionali di Rifondazione, che più volte si sono occupati di questo tema, e per l’ennesima volta, Juri Bossuto, aveva già avviato un serio lavoro che porterà sicuramente a qualcosa di buono, almeno nell’incalzare “qualche vertice”, per cercare di evitare “una nuova disoccupazione alle porte”. Grazie Juri, a nome dei 914 ATA. Insieme dobbiamo gridare: “rinnovo del contratto per tutti”.



