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Archivio per agosto 2009

Foto da Berlino

Fotografie da Berlino Germany

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«Videocracy» Ci sono voluti trentanni di fanciulle scosciate e giovanotti palestrati, di casalinghe disperate e quiz milionari, di reality irreali, di gossip e volgarità eretti a sistema. Un lavoro lungo e paziente, che alla fine però ha fatto centro: la tv in Italia ha preso il posto della democrazia. E la tesi di Videocracy , il documentario che promette di rendere davvero speciale l’evento programmato per il 3 settembre al Lido dalle due sezioni autonome della Mostra del Cinema, la Settimana Internazionale della Critica (SCI) e le Giornate degli Autori, che hanno scelto di concerto il film, rifiutato dalle sezioni ufficiali. Ot­tanta minuti di reportage spietato sull’Italia berlusconiana, le sue mutazioni antropologiche e culturali, firmati da Erik Gandini, regista quarantenne originario di Bergamo ma traslocato a 18 anni in Svezia.

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Il viaggio è terminato

25 agosto 2009. Come anticipato ieri, ecco la descrizione finale del viaggio Lecce -Torino, arrivo previsto alle ore 22.15. Il racconto terminava nei pressi di Ancona, dove la stanchezza e lo stress, (uniti alla quasi impossibilità di alzarsi per andare ai servizi, avevano preso il sopravvento). A Bologna, viene nuovamente annunciato il ritardo, ma quest’ultimo si fa via via più consistente. A Piacenza viaggiamo sui 120 minuti circa, ma tra quest’ultima città e Asti viene annunciato un “nuovo fermo causa problema tecnico”. Per fortuna il tempo d’attesa è stato minimo.

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Ore 19.04. Il treno arriva in questo momento alla stazione di Ancona. Il ritardo non viene più annunciato, in compenso, si ribadisce che “un mini-bar” è posizionato nella carrozza numero tre. Il vagone in cui mi trovo, è abbastanza fresco. E’ passato poco prima il viaggiatore incontrato a Lecce;

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E’ venuto a trovarmi un viaggiatore, conosciuto alla stazione di Lecce; anche lui diretto a Torino, ma, nella circostanza, più’ sfortunato; insieme a lui abbiamo sollevato il problema: la presenza di tre vagoni, prenotati, che non avrebbero dovuto essere quelli, (diversi cioè da quelli prenotati nelle intenzioni dei viaggiatori) nella stazione di partenza. Aveva il posto a sedere, prenotato, (come tanti altri viaggiatori, perché su questo treno, in teoria, bisognerebbe essere prenotati, e quindi, all’atto della prenotazione, forse, avrebbero dovuto dire, se ne erano a conoscenza, che tipo di materiale era stato sottoposto a prenotazione) insieme ad altri, prenotato nelle ultime tre carrozze che ho descritto al principio di questo viaggio. Dopo le nostre lamentele alla stazione di Lecce, è riuscito,

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Siamo giunti da poco nella stazione di Foggia. La gente continua a salire sul treno. Dal posto in cui mi trovo, osservo una lucina rossa continuamente accesa, quella riferita ai bagni: ho immaginato ci fosse qualcuno “particolarmente lungo” nelle proprie esigenze. Lento come questo treno. Mi alzo per verificare un lieve sospetto: “la chiusura del bagno non funziona”. Visiono l’altro bagno: idem. Il treno, pieno all’inverosimile, parte ora da Foggia.

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Sono in questo momento (ore 13.45) fermo, insieme a tutte le persone presenti sul treno, nella stazione di Bari.

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Lecce, 24 agosto2009, ore 11.28. Partenza. Rientro. Avrei voluto utilizzare il tempo previsto per effettuare questo lunghissimo viaggio, per scrivere di quanto e cosa successo in questi giorni d’agosto. Un mese che ha visto la riscoperta e la vittoria di valori antichi ma un po’ sbiaditi, ultimamente: la vittoria della classe operaia in conseguenza delle sue lotte, della sua resistenza. Al capitale. Alla chiusura della loro fabbrica. Una lotta condotta da un carro ponte. Vittoria. La fabbrica non chiude.

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INNSE – FERRERO: “PROBREMA SOCIALE. MARONI RITIRI LE TRUPPE”

4 Agosto 2009 Milano, 4 ago. 2009 – “’Piena solidarietà con i lavoratori dell’Innse in lotta per il posto di lavoro che stamattina sono saliti su una gru. Adesso il ministro dell’interno Maroni ritiri la polizia, che da tre giorni sta unicamente difendendo gli interessi degli speculatori e sprecando decine di migliaia di euro di denaro pubblico con una parata militare di oltre un centinaio di agenti schierati

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