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Archivio per novembre 2009

Le notizie di questi ultimi giorni, certamente, non sono state delle migliori. Discussione in Senato del ddl che prevede la riforma dei processi e la reintroduzione dello staff leasing (cancellata dal Governo Prodi). Mancanza di democrazia nella rappresentanza dei diritti ed interessi dei lavoratori nella contrattazione collettiva. Forte volontà del “più forte” da voler tornare ad un contratto individuale. Fondi tagliati alle regioni per comprare libri; scuola “sotto attacco”, luogo chiave ed ultimo presidio di democrazia. Luogo di tagli alle risorse ed al personale. Personale che manca in seguito alla sforbiciata di insegnanti, insegnanti di sostegno, ATA, ridotti nell’organico; ATA come i tecnici,

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Interessante l’articolo apparso oggi su liberazione a firma di Fabrizio Salvatori sulla presenza nel web delle lotte sociali in questo periodo di crisi.

Viene citato anche il nostro Blog.

Tutte basate sul volontariato individuale, invece, due esperienze di due singoli lavoratori: www.facebook.com/#/il.m.rosso e romanoborrelli.wordpress.com

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Blocco dei licenziamenti sia dal punto di vista delle modifiche normative, sia dal punto di vista dell’azione politica. Proposta della modifica della legge 223 per 3 anni; proroga per 3 anni della cassa integrazione e dei contratti di solidarietà; azione politica a livello regionale e comunale per il blocco di fatto dei licenziamenti; sostegno alle lotte dei lavoratori contro i
licenziamenti.

Stop al precariato. Attraverso il reddito di cittadinanza

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Nebbia. Ripercorro a ritroso il viaggio da pendolare, precario. Come tanti. Un viaggio iniziato questa mattina. Da Torino. Porta Susa, sotterranea, dove, a leggere su un quotidiano, fermerà Frecciarossa. Una vittoria. Per quelli che prenderanno il treno super veloce. Una tantum. Come le medicine. Come gli aumenti in busta paga di qualche decennio fa. Per i pendolari, poverini, nulla. Genericamente, per i “poveracci” neanche la Puglia. Da qualche giorno si parla dei treni tagliati verso la Puglia. Da Torino. La politica cosa fa, ho sentito dire da alcuni. Bene, proprio da Rifondazione Comunista, in regione, con Dalmasso, Bossuto, si era provveduto ad una interrogazione: perchè il declassamento da Eurostar a Eurostarcity, con prezzo similare

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“Una questione nuova, non apocalittica”. Questa era la frase ricorrente ascoltata in una trasmissione televisiva. Famiglie che consumano risparmi accumulati da una vita; genitori che mantengono in ogni modo i figli; posti di lavoro persi per sempre; precarietà alle stelle. Gesti simbolici che funzionano con modalità nuove rispetto ai classici scioperi. Questione nuova, mica tanto. Quante risorse sono state spostate dai salari ai profitti e alle rendite?

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Forte si alza la voglia di lottare contro le ingiustizie di questa Italia da con i suoi politicanti in Parlamento divenuti fenomeni da baraccone, figli della mediocrità e del perverso legame apparire-essere oltre che responsabili di tante ingiustizie. Le conquiste di tante lotte le hanno affossate e hanno costretto la classe lavoratrice in un angolo sempre più buio. Bisogna, ed è urgente quanto necessario: tornare ad essere figli della stessa rabbia.

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“Ridateci Porta Susa”. Torino Porta Susa, sotterranea, binario 4. Così si poteva leggere su di un foglio lungo le pareti della nuova stazione torinese, fiore all’occhiello per molti. Per altri, no.: per tutti i pendolari che fanno fatica a raggiungere le scale e quindi l’uscita. Avete mai visto quando arrivano due treni cosa succede lungo le rampe? Ma chi ha progettato una cosa del genere?

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Lunedì. Ore 7.30. Giornali in mano: Liberazione, La Stampa, la Repubblica. Mentre raggiungo velocemente la nuovissima stazione di Porta Susa, sotterranea, gli occhi si fissano sulla prima pagina del giornale torinese. “L’alta velocità salta Porta Susa”. Con disappunto del nostro sindaco. Sai che guaio. Tanti soldi spesi…..Invece quando si è deciso di demolire lo stadio Delle Alpi, costruito con i soldi pubblici…..Mentre penso cio’, alcuni compagni diretti ad Ivrea (con il treno delle 6.34) per questioni di lavoro, mi ragguagliano sull’ennesimo guaio al treno: “ritardo di mezz’ora, con sosta a Chivasso”; un guaio al locomotore? si poteva conoscere il cattivo funzionamento già dalla sera prima? Chi lo sa. In ogni caso, non è un freccia rossa

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Ore 6.28. Stazione di Torino Porta Susa. Sotterranea. Modifico l’ orario di partenza per recarmi al lavoro. Appena si manifesta il “materiale” (chiamarlo treno, mi è davvero impronunciabile), la vergogna che provo è davvero forte. Una “littorina”, diesel, di quelle che venivano usate trenta anni fa, per collegare paesini sperduti; collegamenti considerati “rami secchi” e quindi tagliati dalle ferrovie. Perché ora, una cosa si tiene solo se è redditizia, non se è utile. E cosa non si è tagliato negli ultimi 25 in Italia?

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Ciao Carla, bella!Ciao!

Ciao, Carla. Hai lasciato un vuoto incolmabile. Ho pensato di “caricare” una canzone che a te piaceva tantissimo. Ho incontrato alcuni compagni, che parlano di te al presente. Ho sentito e visto l’amico Juri Bossuto: continua, infaticabile l’attività politica.

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