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Archivio per gennaio 2010

Non è facile. Non è facile distinguere. Spesso e facilmente si alimenta, volutamente, una “guerra tra poveri”. Basta poco. Uno sciopero: delle ferrovie. Una proposta: 500 euro ai giovani, prelevando le risorese da redistribuire dalle pensioni. Sul posto di lavoro: le “pim” (proposte di miglioramento, nel privato), i fondi d’istituto nelle scuole. Il lavoro: fisso e precario. L’età anagrafica: “saggi” e giovani.E

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L’estate scorsa sono stato in Germania. Una tappa a Monaco. Poi, a Dachau.

Una giornata di silenzio.

“Il 22 marzo 1933, alcuni giorni dopo la nomina di Adolf Hitler a cancelliere, a Dachau venne costruito un campo di concentramento per detenuti politici.

Esso servì da modello per tutti i campi di concentramento successivi e da “scuola di violenza”per gli uomini delle SS che ne detenevano il potere. Nei dodici anni della sua esistenza in questo campo di concentramento ed innumerevoli campi esterni sono stati internati oltre 200.000 persone provenienti da tutta Europa. Oltre 43.000 di loro sono morti. Il 29 aprile 1945 le truppe americane liberarono i supersitit”.

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Son passati un po’ di anni, quando su Liberazione firmavi il tuo editoriale, “Un dito nell’occhio”. Premetto che mi è spiaciuto molto il tuo fuoriuscire da un partito quale Rifondazione. Davvero. Nelle primarie del 2005 ho mobilitato parenti ed amici affinchè votassero Nichi. Le speranze si riaccesero. Il futuro cominciava a ritornare nelle mani di tanti salentini con cui condivido uno spicchio d’estate. Sotto gli ombrelloni, non solo la Gazzetta dello Sport, ma, lavoro, tanto lavoro, quello che manca, (nel Salento,) e quando è presente, spesso si tinge di nero. Si sa ma non si dice. Tanti giovani avevano sperato. Vendola alle primarie prima, Presidente poi. E io, ero felice, per i salentini. Ti immaginavo, da lì a poco, in quelle terre assolate, sui treni, tra i paesi, vecchi e bianchi, a ridare fiducia e speranza. Tra la gente. Penso ai treni, e penso a te, a quando nei pressi di Roma Termini e andavi a “inchiestare”.

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La pubblicazione del provvedimento era attesa da tempo. Il decreto entrerà in vigore il 4 febbraio prossimo. Dopo la visita fiscale, non esiste più obbligo di reperibilità.
Sulla Gazzetta Ufficiale del 20 gennaio è stato pubblicato il decreto della Presidenza del Consiglio in materia di fasce orarie di reperibilità per i dipendenti pubblici assenti per malattia.
Il provvedimento (il n. 206, del 18 dicembre scorso) era espressamente previsto dal decreto legislativo n. 150 (il cosiddetto “decreto Brunetta”) e stabilisce che le fasce di reperibilità sono due: una dalle 9 alle 13 e una dalle 15 alle 18; l’obbligo di
reperibilità – precisa il decreto – sussiste anche nei giorni non lavorativi e festivi.

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“Non ci trivellerete lo spirito”. Questo è lo slogan che è la sintesi della riuscitissima manifestazione dei No-Tav, a Susa, oggi. Uno slogan che si addice a molte altre realtà governate dalle stesse facce.

Che siano stati 40 mila, i manifestanti, secondo gli organizatori, che siano stati 20 mila, secondo altri, la marcia manifestazione è riuscitissima. Bella, colorata, organizzata. Un grazie a chi ha partecipato sotto la morsa pungente di un freddo artico.

La notizia di un crollo di un edificio ad Agrigento, oggi, con la morte di due sorelle, dovrebbe farci riflettere.

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Ieri, con l’emendamento al ddl lavoro collegato alla Finanziaria, è stato fatto un enorme passo indietro verso il vecchio e tanto amato dalla destra “doppio canale” scolastico: hanno ripristinato l’avviamento! Dal prossimo anno l’obbligo scolastico sarà ridotto a 15 anni rispetto ai già insufficienti 16 anni di oggi e l’apprendistato del giovane lavoratore varrà come assolvimento dell’obbligo scolastico.

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Non ne sono convinto. Non mi convince un partito che rappresenti il “padrone” e l’operaio. Le classi esistono ancora. Sfruttati e sfruttatori. Chi si arricchisce e chi impoverisce chi. Le persone possono essere “buone persone”. Ma quando è ora di rinnovare un contratto, come quello dei metalmeccanici, ad esempio, come giudichiamo “la persona buona”

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Stazione di Torino Porta Susa. 19 gennaio 2010. Ore 6.20 circa. Pronto, come molti, ad affrontare una nuova giornata “precaria”. Cominciata, tanto per cambiare, in maniera precaria. Non so quale sarebbe il titolo piu’ idoneo per un treno, due, “canc” e molti altri in ritardo. Treno della vergona? Bassa velocità? Trenini lima… Questi fatti che capitano ormai con una certa frequenza (anche ieri abbiamo scontato un certo ritardo) mi ricordano Mago Merlino. Dall’alta velocità con la bacchetta magica si finisce alla “canc”. Treni soppressi.

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