Qualche giorno fa è arrivato l’annuncio che Mimmo Rocca sarebbe stato spostato. In realtà si tratta di un’ala dell’istituto a meno di cinquanta metri, ma tanto è bastato per dare il via alla mobilitazione
di FEDERICA CRAVERO
Ma, come molte cose belle, l’idillio non era destinato a durare. Qualche giorno fa, infatti, è arrivato l’annuncio che Mimmo Rocca sarebbe dovuto tornare a lavorare in sede. In realtà si tratta di un’ala dell’istituto a meno di cinquanta metri, ma tanto è bastato per dare il via alla mobilitazione degli studenti. In fretta e furia hanno preparato, fotocopiato e distribuito ai compagni i fogli per la raccolta firme, che in pochi minuti si sono riempiti. “Certo quest’attenzione nei miei confronti mi fa piacere”, ha confidato il bidello. E stamattina, giorno del trasferimento, i ragazzi arriveranno a scuola determinati. “Se serve salteremo le lezioni, siamo pronti a scioperare“, minacciano.
Al centro dell’appello c’è Mimmo Rocca, 53 anni, che due anni fa ha lasciato terra, casa e famiglia in Calabria e si è trasferito in Piemonte a fare il bidello. L’anno scorso a Giaveno e da settembre a Ivrea al liceo classico di Ivrea Carlo Botta, con un contratto precario fino a giugno. A inizio anno il suo posto era nell’ala centrale dell’istituto. Poi, più o meno tre mesi fa, la bidella del primo piano della succursale è stata trasferita in sede e a sostituirla, per badare alle classi del primo piano, è stato mandato Mimmo Rocca. Un arrivo assai gradito a tutti i ragazzi. “È come un padre di famiglia – raccontano i ragazzi – Ci vuole bene e noi ci siamo affezionati a lui“.
Ma, come molte cose belle, l’idillio non era destinato a durare. Qualche giorno fa, infatti, è arrivato l’annuncio che Mimmo Rocca sarebbe dovuto tornare a lavorare in sede. In realtà si tratta di un’ala dell’istituto a meno di cinquanta metri, ma tanto è bastato per dare il via alla mobilitazione degli studenti. In fretta e furia hanno preparato, fotocopiato e distribuito ai compagni i fogli per la raccolta firme, che in pochi minuti si sono riempiti. “Certo quest’attenzione nei miei confronti mi fa piacere”, ha confidato il bidello. E stamattina, giorno del trasferimento, i ragazzi arriveranno a scuola determinati. “Se serve salteremo le lezioni, siamo pronti a scioperare”, minacciano.
Pacata la reazione del preside, Ugo Cardinale. “Sono contento che si sia instaurato un rapporto così bello tra gli allievi e un operatore – spiega – Purtroppo la mia scelta è stata fatta perché il bidello in questione non ha frequentato un corso antincendio e per rispettare il piano della sicurezza dei vigili del fuoco ho dovuto sostituirlo con una collega”.
29 marzo 2010
Fonte: Repubblica.it







Ho svolto servizio come rappresentante di lista e ho avuto modo di “vivere” la scuola da un punto di vista ancora diverso.
Non mi soffermo su quanti e quali necessità avrebbero bisogno le scuole. Un punto pero’, nella lettura del testo, mi lascia perplesso. “Il collaboratore” (per favore, Preside, professori, e mondo della scuola, cominciamo a d utilizzare termini appropriati. Chi fa il “bidello” potrebbe non essere “bidello”).
Il collaboratore scolastico viene “spostato” perché non ha frequentato il corso antincendio: non lo ha frequentato, perchè? Perchè è un precario? Spiegatemi meglio: dovesse succedere qualcosa? La sicurezza vale per alcuni, ma non per altri? I precari vanno bene solo per alcune cose ma non per altre? E in tutte le scuole che vedono un 50% di personale precario questi ultimi, per dieci o quindici anni non faranno il corso? Cerchero’ di attivarmi per come potro’, da parte mia, informandomi e informando chi è competente. Nel frattempo, se volete spiegarmi perché non si fa il corso antincendio… Penso che i lavoratori debbano sapere, ma anche i genitori….
Ciao Romano,
pare che vi siano altre motivazioni nel trasferimento del bidello Mimmo rispetto a quelle dette dal preside del Botta: Ugo Cardinale.
Ho notizia che il trasferimento ha riguardato due collaboratori scolastici e non uno soltanto: Mimmo, così benvoluto da tutti i suoi colleghi, professori e studenti, e un’altra signora che lavorava al terzo piano.
Il loro posto è stato occupato da due collaboratrici scolastiche che, a dir del preside, avevano svolto il corso sulla sicurezza tra cui: una bidella precaria e, guarda caso, la bidella precaria era già stata trasferita dalla succursale alla sede centrale mesi prima con la seguente motivazione: incompatibilità ambientale con il tecnico del laboratorio (che è un ingegnere) ubicato al primo piano (in quanto calunniato dalla bidella, e dopo un’indagine interna condotta dal preside e dai suoi collaboratori si è dimostrata essere la grave offesa nei confronti del tecnico totalmente infondata); da qui la decisione di spostare la bidella nella sede centrale.
Altra notizia è che i potenziali bidelli in possesso del corso sulla sicurezza che era possibile spostare dalla centrale alla succursale erano otto unità, ma la scelta ricade sulla bidella che aveva ingenerato le calunnie contro il tecnico del laboratorio.
Mi chiedo e ti chiedo come mai accadono queste cose al liceo botta?
Come si può essere così superficiali?
Come mai la sicurezza è diventata tutta d’un colpo importante, almeno a livello formale?
con stima e tanti saluti
daniele.