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Archivio per dicembre 2010

Come d’abitudine prendo posto in fondo al solito bus. Tra le mani, alcuni quotidiani. Li sfoglio, soffermo l’attenzione su alcuni. Non mi dilunghero’ molto nella lettura. Focalizzo solo l’attenzione su alcuni articoli.Una distrazione, una frenata brusca e mi risuonano le parole dell’amica Barbara. Ed il suo scritto. Raccolgo la concentrazione e torno alla lettura dei quotidiani.

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Fuori dai finestrini del bus 91, il generale inverno fa la voce grossa. Gli operai, il fiato grosso. Altri, la voce grossa. Altri ancora discutono, mentre altri, cercano inutilmente il meritato riposo. Nei pochi istanti in cui siedo con loro, i ricordi tornano ad alcuni libri di Arpino dedicati alla vita operaia. Altri tempi. Leggo una data su di un finestrino: “1945”. Da un’altra parte. Una data. “w la Fiom”, un acronimo, dall’altra. Fuori da questo bus, un automobilista, in attesa che il suo semaforo diventi verde, bacia candidamente il logo della sua auto, logo posizionato in bella mostra sul volante. Quanto sudore deve aver raccolto quel logo. Quante lacrime. Quante mani a toccarlo,

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Piove ormai da un paio di giorni. Eppure il 91 continua stancamente il suo tragitto, con pochi operai a bordo. Un bus, verniciato anche male. Già, come l’accordo separato, a Mirafiori, senza la firma Fiom. Di questo, parlano, discutono i pochi metalmeccanici su quel bus. Tra alcuni giorni si inaugurerà il nuovo calendario. 2011. Anzi, I anno Dopo Cristo, era Marchionne.

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Se esiste un luogo dove poter raccogliere la disperazione, a Torino, questo è un bus, fino a pochi anni fa, un tram: il 91. Perchè, domandava al pubblico Matteo Bianchi, durante la presentazione del suo libro “Apocalisse a domicilio” raccontare posti, luoghi, città, tra l’altro mai visti realmente, al solo scopo di fare presa su potenziali lettori? Spesso i giovani scrittori citano luoghi che non hanno mai visto, ma bisogna cominciare ad essere sinceri. Il 91 è un bus che “raccoglie” piccole masse, retaggio di quei 60 mila che furono di Mirafiori, ora ridotti a 5 o 6 mila.

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La settimana era cominciata bene. Torino sotto la neve. Un “aperilibro”, presso una nota libreria del centro storico alla presenza di numerosi scrittori torinesi, alle prese con una iniziativa carina, “Due con”, la presentazione di tre libri. Un’atmosfera di famiglia. Durante la settimana il clima, viceversa, è divenuto “piu’ caldo”. Resistere alla Gelmini, opporsi alla [...]

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