Negli ultimi giorni ho letto alcuni libri. Tra questi, uno aveva nel titolo due parole: cimitero e pianoforte. Una bella storia. Anzi, piu’ storie, ne “Il cimitero dei pianoforti” Chissà per quale logica, una attività fisica, come la maratona, descritta nel libro e intorno alla quale muovono le storie, mi ha condotto a pensare ai giorni nostri. Al tema del precariato. Forse perchè nel libro viene descritta la precarietà, dei sentimenti.
Precarietà, che si prende tutto di noi e non concede nulla.






