Certo non è semplice districarsi nei sentieri della vita………(ma fortunatamente possiamo contare su di un grande ammortizzatore famigliare, dato che siamo definiti “mammoni”, al solo scopo di aprire uno scontro generazionale, tra garantiti e non garantiti sul posto di lavoro, e allo stessotempo definiti ”generazione tuareg”: insomma, mettetevi d’accordo, per favore!) figuriamoci in alcune strade, dove pare vietato di tutto e manca ance il “sale”. Ecco come appaiono alcune strade a Torino.
Temo che tra poco, in generale, ci priveranno anche delle panchine ………metaforicamente intese come luogo di riflessione, spunti, ricordi, memorie individuali e collettive. Situazione difficile………..e quando le soluzioni appaiono lontane, meglio spostare l’attenzione su altri temi. Davvero l’articolo 18 impedisce lo sviluppo, l”‘Ide”? Forse davvero sarebbe utile affrontare altri temi……magari come creare lavoro, a partire dalle infrastrutture, dalla messa in sicurezza del territorio, delle scuole, dalla stabilizzazione dei precari. Proprio in condizioni come queste, naturali, certo, ma drammatiche, si impone la necessità di offrire una panchina di riflessione, luogo privilegiato, osservatorio naturale, per provare ad impostare soluzioni politiche diverse, eque, in grado di redistribuire risorse che sono di tutti. Ma davvero l’abolizione dell’articolo 18 è l’ultima frontiera, dopodicchè il Pil ricomincerà a “veleggiare”? Dubito, dal momento che l’inchino non è stato solo di una nave, ma di milioni di cittadini che da anni continuano ad ingoiare rospi di diniana memoria….e di inchino in inchino….o di ichino in ichino……..E così, di pensiero in pensiero, raggiungo velocemente, tra le montagne russe di alcune vie della nostra bellissima cittadina, la panchina………e………..ripercorrendo alcuni commenti e alcune tracce nella memoria e nella lettura, riprendo tra le mani un dolcissimo libro, che è “un libro d’amore e un atto di memoria. Ma è soprattutto il tentativo di far rivivere, nell’individualità della persona e della sua esistenza, una donna”. Una posia da regalare a tutti coloro che si trovano in panchina.
“Luci sfavillanti/Pure rugiade celesti/Aiutate i provati/dall’esistenza terrestre.// Un velo inaccessibile/Copre il senso di tutte le cause./ E noi le inseguiamo, /Felici, o infelici/Finché la vita s’impone.// Ma a noi è dato anche/ Che un giorno questa corsa si ferma/ E quello che è disunito/Diverrà un solo essere…/Proprio com’è scritto:/Corpi e anme riuniti.” (Jacques Le Goff, Con Hanka)







Una persona mi ha letto questa poesia in un momento di difficoltà, per telefono, per darmi speranza quando tutto sembrava disunito e non armonico…come la testa e il corpo..come le speranze e la realtà, che si impone con la necessità di essere pratici..perchè “c’è crisi” e non permetterti di sognare un lavoro o di cambiare strada a 26 anni..dove vuoi andare? Certo, siamo una generazione di mammoni e a casa dei genitori ci stiamo bene. Ma qual’è l’alternativa? Qualcuno si chiede mai il motivo della regressione di un istinto così naturale, la voglia di indipendenza? Il motivo per cui l’adolescenza, psicologicamente e anche fisicamente, è sempre più precoce e dura sempre di più..dilatando il periodo di (presunta) immaturità? Abbiamo conquistato miliardi di possibilità, il mondo a portata di un “click” eppure ci sentiamo impotenti..”Prima i giovani avevano scarsità di mezzi ma la certezza dei loro obiettivi..ora hanno i mezzi ma i loro fini sono incerti”.