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Archivio per la categoria ‘Università’

UNITÀ E DIVERSITÀ NEL LAVORO PRECARIO

22 maggio ore 21

Istituto Gramsci – via Matteo Pescatore, 7 – Torino

L’obiettivo del seminario è dare priorità all’analisi del ciclo di lavoro in alcuni settori dove sono presenti in forma rilevante figure precarie per evidenziare la necessità di risposte e proposte che riducano la condizione di precarietà.

Partire dalla condizione materiale permette di rilevare che le risposte possono non essere univoche ed uguali per tutte/i, a parte la condizione di base della “precarietà” e dei diritti nella condizione di vita che resta l’elemento unificante di lotta. Inoltre le nuove figure presenti nei differenti cicli di lavoro non sono del tutto classificabili nelle vecchie strutture di “inquadramento unico” presenti nei contratti di lavoro.

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Renato Patrito, segretario PRC Torino, sui gravi fatti accaduti stamattina al corteo degli studenti:

“Dopo un continuo rincorrersi tra studenti e forze dell’ordine, che impedivano le iniziative e i volantinaggi degli studenti al Parco del Valentino, direzione Porta Nuova, verso le 11.30 di stamane un centinaio di studenti si è fermato all’imbocco di via Roma davanti ai giardini Sambuy, bloccando parzialmente il traffico per pochi minuti.

Un reparto celere di circa una ventina di poliziotti è intervenuto con una carica fulminea. I manifestanti sono stati dispersi. L’intervento è stato molto violento. Alcuni ragazzi sono stati feriti. Due di loro hanno dovuto ricorrere alle cure mediche in ospedale.

Un militante di Askatasuna ha riportato ferite alla testa. Eleonora Forenza, della segreteria nazionale del PRC, è caduta, colpita dai manganelli è stata subito soccorsa e portata all’ospedale Mauriziano.

Il referto è di sospetta frattura al gomito per i colpi subiti dai manganelli, 20 giorni di prognosi.

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La precarietà nella ricerca universitaria ha raggiunto in questi anni livelli allarmanti in tutta Italia. La cronica carenza di finanziamenti statali per le università ha portato direttamente al dilagare del precariato, oltre ogni soglia di sostenibilità. I finanziamenti per la ricerca universitaria sono spesso privi di ogni continuità, e dipendono per lo più da donazioni di privati, che oggi in un contesto di crisi globalizzata iniziano a venire meno.

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La spesa pubblica italiana per l’istruzione universitaria è l’1,6% della spesa pubblica totale, contro la media europea del 2,8% e la media Ocse del 3%. E’ pari allo 0,76 % del Pil (Prodotto interno lordo, era lo 0,8% quattro anni fa), in proporzione fra le ultime nell’Europa dei 27, dove la media è dell’1,15%. Spendono molto più di noi anche i Paesi anglosassoni, patrie del liberismo (l’1,21% la Gran Bretagna; l’1, 33% gli Stati Uniti). Per ogni studente universitario lo Stato italiano spende 8.026 dollari l’anno contro una media Ocse di 11.512.

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