Ho concluso la lettura del libro di Elvira Tonelli.
Secondo me i protagonisti del racconto, Rebecca e Fabio, non coincidono rispettivamente con lo stereotipo della donna rassicurante e custode di buoni valori e con quello del maschio superficiale. Rappresentano piuttosto due modalità, indifferentemente femminili e/o maschili, di vivere la propria esistenza e le relazioni con gli altri.
Il personaggio di Zhang Jo, appena abbozzato, svolge l’importante funzione di tramite dell’esperienza del dolore, utile a far evolvere i due personaggi principali.
(Quanti Zhang Jo sono oggi, uomini e donne?)
Credibile il cambiamento di Rebecca e di Fabio nell’arco temporale di sei mesi, reso con una descrizione superficiale quello della giovane cinese. Il finale è lieto, non scontato, ma troppo affrettato.
Complimenti comunque alla scrittrice: essenziale ed accattivante l’introduzione, dedicata alla descrizione dei malesseri interiori quotidiani e alla necessità di ricerca degli aspetti positivi nella vita di ogni giorno; coinvolgenti la storia e l’evoluzione del personaggio di Rebecca, nelle cui fragilità il lettore si può riconoscere facilmente; efficaci le istruzioni per la felicità, quale ad esempio, quella di affrontare le difficoltà volta per volta così da non disperare delle proprie capacità.
Ciao!
Ho concluso la lettura del libro di Elvira Tonelli.
Secondo me i protagonisti del racconto, Rebecca e Fabio, non coincidono rispettivamente con lo stereotipo della donna rassicurante e custode di buoni valori e con quello del maschio superficiale. Rappresentano piuttosto due modalità, indifferentemente femminili e/o maschili, di vivere la propria esistenza e le relazioni con gli altri.
Il personaggio di Zhang Jo, appena abbozzato, svolge l’importante funzione di tramite dell’esperienza del dolore, utile a far evolvere i due personaggi principali.
(Quanti Zhang Jo sono oggi, uomini e donne?)
Credibile il cambiamento di Rebecca e di Fabio nell’arco temporale di sei mesi, reso con una descrizione superficiale quello della giovane cinese. Il finale è lieto, non scontato, ma troppo affrettato.
Complimenti comunque alla scrittrice: essenziale ed accattivante l’introduzione, dedicata alla descrizione dei malesseri interiori quotidiani e alla necessità di ricerca degli aspetti positivi nella vita di ogni giorno; coinvolgenti la storia e l’evoluzione del personaggio di Rebecca, nelle cui fragilità il lettore si può riconoscere facilmente; efficaci le istruzioni per la felicità, quale ad esempio, quella di affrontare le difficoltà volta per volta così da non disperare delle proprie capacità.
A presto!
Alessandra