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Posts contrassegnato dai tag ‘Berlusconi’

Così Berlusconi ordinò; “chiudete Annozero”: parte da qui, dal titolo de Il Fatto , l’ennesima vicenda giudiziaria riguardante il premier, da ieri indagato dalla Procura di Trani con l’accusa di concussione, insieme al direttore del Tg1 Augusto Minzolini e al membro dell’AgCom Giancarlo Innocenzi. Secondo quanto riportato dal quotidiano i pm, nell’ambito di un’inchiesta parallela, sarebbero incappati in delle intercettazioni telefoniche fra Berlusconi e Innocenzi, con il primo che si sarebbe lamentato con il secondo di molte trasmissioni del servizio pubblico, da Anno Zero di Santoro (vedi: caso Spatuzza) a Ballarò , a Parla con me di Serena Dandini per l’ospitata del direttore di Repubblica Ezio Mauro. Critiche che si sarebbero trasformate in vere e proprie richieste di chiudere tali trasmissioni. Il premier avrebbe trovato sia in Innocenzi (che avrebbe riferito le volontà del capo al dg Rai Masi) sia nel «direttorissimo» Minzolini, due alleati molto più che bendisposti. Adesso l’opposizione chiede le dimissioni del direttore del Tg1 e il ripristino dei talk show politici vista la sentenza del Tar del Lazio che ha bocciato il regolamento che li ha vietati finora. servizi a pagina 4 e 5 13/03/2010

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Fino a poche ore fa, quando sentivo parlare di Bonn, riaffioravano in me moltissimi ricordi. Del passato e del recente passato. Il mio. Ora a Bonn assocerò un altro ricordo.

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Lentamente il treno ha raggiunto la sua destinazione. Così come i bus. Ognuno rientra nelle proprie case. Il viaggio è terminato. La manifestazione, anche. Tanto rosso, ancora. Non solo a Roma. In ogni città, una piccola rappresentanza ha organizzato una mobilitazione contro. A Parigi, Londra, Berlino. Italia: Torino e molte altre città contro questo governo. U

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Dichiarazione della Federazione della Sinistra (Prc-Pdci-Socialismo 2000) , resa a nome di Paolo Ferrero, Oliviero Diliberto, Cesare Salvi.

Adesso Berlusconi, il corruttore dell’avvocato Mills, si dimetta e si vada subito a nuove elezioni anticipate. Rispetto alle quali proponiamo a tutte le forze democratiche di dare vita a una brevissima legislatura di garanzia costituzionale che approvi la legge sul conflitto d’interessi, cancelli le misure sulla giustizia approvate dal governo Berlusconi e vari una legge elettorale proporzionale che superi l’attuale “legge truffa”

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«Videocracy» Ci sono voluti trentanni di fanciulle scosciate e giovanotti palestrati, di casalinghe disperate e quiz milionari, di reality irreali, di gossip e volgarità eretti a sistema. Un lavoro lungo e paziente, che alla fine però ha fatto centro: la tv in Italia ha preso il posto della democrazia. E la tesi di Videocracy , il documentario che promette di rendere davvero speciale l’evento programmato per il 3 settembre al Lido dalle due sezioni autonome della Mostra del Cinema, la Settimana Internazionale della Critica (SCI) e le Giornate degli Autori, che hanno scelto di concerto il film, rifiutato dalle sezioni ufficiali. Ot­tanta minuti di reportage spietato sull’Italia berlusconiana, le sue mutazioni antropologiche e culturali, firmati da Erik Gandini, regista quarantenne originario di Bergamo ma traslocato a 18 anni in Svezia.

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Un grazie a chi si occupa di lavoro e questioni sindacali presso il Manifesto. Un grazie a nome dei compagni della Antibioticos che continuano la loro lotta; un grazie a nome degli Ata: finalmente, insieme ai compagni di Rifondazione Comunista in consiglio regionale, con Bossuto, anche altri cominciano

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I risultati elettorali sono stati una “doccia gelata”. Doppia. Delusione nella notte, con i risultati delle europee. Delusione nel pomeriggio, con i risultati delle amministrative. A fronte di un grande impegno, nell’ascoltare, nel comunicare, nell’agire, e nel provare a tornare tra la gente, solo tanta amareza e tristezza. Questo il sentimento da me provato. Nel voler provare a rimuovere le cause di tante ingiustize, evidenziarle e chiederci perchè esse esistano, non siamo riusciti ancora

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Dopo la sentenza sul caso Mills, Berlusconi ha un’unica strada davanti a sé, quella delle dimissioni perché ritenuto corruttore dai giudici di Milano, non ha più l’autorità morale per fare il presidente del Consiglio. Per quanto riguarda il lodo Alfano, che oggi protegge Berlusconi da qualsiasi processo, deciderà il referendum popolare per il quale sono state raccolte, anche grazie all’opera di Rifondazione comunista, oltre un milione di firme. Ma al di là dello scudo offerto dal lodo Alfano al premier, è Berlusconi stesso che deve lasciare l’incarico istituzionale perché manca dei requisiti morali. Rifondazione comunista partirà, sin da oggi, con una raccolta di firme popolare affinché Berlusconi si dimetta e domani organizzerà un presidio in piazza Montecitorio, a partire dalle ore 12, per chiedere a Berlusconi una sola cosa: dimettersi.

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Le bugie, in politica, hanno ancora le gambe corte? Ogni tanto vien da dubitarne. In questa difficile ma decisiva campagna elettorale sembra proprio che ciascuno possa dire tutto e il contrario di tutto. Senza – e questo è il dato più preoccupante – che la cosa riesca ad apparire davvero degna di nota.
L’insidioso processo che tende a rendere la politica uno spettacolo fra gli spettacoli dispiegati sotto i nostri occhi ha colpito anche qui. E ha contribuito a rendere sempre meno limpido il rapporto instaurato, in alcuni partiti, fra la collocazione politica dichiarata e le proposte concretamente avanzate.
In fondo la cosa nasce – o comunque trova una prima compiuta declinazione – nel Berlusconi leader di una destra proto-fascista che, allo stesso tempo, si definisce “Presidente *operaio*”. O nei vari Brunetta e Sacconi che si autoproclamano “di sinistra” mettendo in atto politiche la cui collocazione è, con ogni evidenza, sull’esatto fronte opposto.
Ma tutto ciò non risparmia le altre forze politiche. A cominiciare dal Partito Democratico, che in queste ultime settimane di campagna elettorale afferma, con Franceschini, di voler contrastare Berlusconi, laddove

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La scelta di Franceschini e del Pd di votare sì a un referendum elettorale quel quello proposto dai referendari Segni e Guzzetta che introdurrebbe in Italia un bipartitismo coatto e ridurrebbe la legge elettorale italiana a una legge peggiore della legge truffa del ‘53 e molto simile alla legge fascista e liberticida Acerbo del ‘24 indica semplicemente che la connivenza del Pd con Berlusconi è totale. Ma indica anche il masochismo dell’attuale centrosinistra. Con una legge elettorale come quella proposta dai referendari, infatti, Berlusconi e il centrodestra vincerebbero le elezioni per i prossimi trent’anni.

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