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Posts contrassegnato dai tag ‘Trenitalia’

bruttissimo film italiano, pare stia per volgere al termine. Fortunatamente. Mentre alcuni, pochi, a dir la verità, ridono, e se la ridono, degli ultimi avvenimenti, altri piangono, disperatamente. A milioni.

Il 2011 (a leggere alcuni dati), non sarà economicamente un anno teso al recupero economico. La disoccupazione, molto probabilmente, subirà un incremento. Undici

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Terminate le vacanze, la vita, per molti, ricomincia nell’identico modo: “nulla di nuovo all’orizzonte”. L’alta velocità è il tema dominante. Sui giornali. La bassa velocità, con annessi ritardi, e annesse disfunzioni, come vagoni ghiacciati, si inscrivono invece sulla pelle delle persone. Ritardi, stipendio decurtato, ore da recuperare, temi che tornano prepotentemente all’ordine del giorno. Lunedì mattina, ore 7.30. Torino Porta Susa. Treno per Aosta, in ritardo. Dieci minuti, divenuti poi 15 sul tabellone luminoso. Diventati poi oltre 40 ad Ivrea.

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ll treno su cui viaggiano i miei amici si trova in questo momento nei pressi di Vibo Pizzo. Con un ritardo di 170 minuti. Telefonicamente mi hanno raccontato di un viaggio allucinante: freddo prima, poi caldo. Moltissimi in piedi. Altri che cercavano, per come potevano, di riposare. Anche sui “porta bagagli”

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Anche ieri, per me, come per tantissimi altri, viaggiare, per poter lavorare, è stato semplicemente un trauma.
Fin dal mattino presto, i treni diretti a Milano erano in ritardo. Quello per Aosta, da me utilizzato quotidianamente, idem: 15 minuti. Visto il ritardo, ho pensato di prendere un treno diretto a Chivasso; in quest’ultima cittadina, normalmente, si trova una coincidenza per Ivrea, con fermate in ogni paese.

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Una mattina con qualche fiocco di neve. Piccolissimi. Non erano una novità. Come non era una novità subire l’ennesima umiliazione, a Torino Porta Susa, sotterrannea. Arrivo, come i giorni precedenti, qualche minuto prima delle 7.30, per dirigermi verso il lavoro utilizzando, o pensando di utilizzare, il treno delle 7.35. Osservando attentamente il tabellone noto con stupore che, quello precedente, riportava un ritardo di 60 minuti, partenza da Torino Porta Nuova. Caspita!!! Per effettuare dieci minuti di percorso, aveva 60 minuti di ritardo. Il treno che avrei dovuto prendere ne aveva 15. Di ritardo. Nello stesso istante, il tabellone, indicava il treno delle 6.35 soppresso. Per un attimo mi è sembrato di non vedere neppure l’indicazione di quello delle 7.35. In molti ci precipitiamo lungo le scale della favolosa stazione Porta Susa, sotterranea,

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Per i pendolari piemontesi ancora pochi giorni per poter richiedere “il cosiddetto bonus” relativo ai mesi di settembre e ottobre. Utile per averlo è aver conservato i tagliandi, fotocopiarli, fronte-retro, e compilare l’apposito modulo scaricabile da internet (si puo’ richiedere anche presso le stazioni, ma, meglio evitare code). Sul modulo viene richiesto: corsa effettuata, con stazione di partenza e di arrivo; numero della tessera;

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Cara Cgil,

a fronte delle dichiarazioni apparse questa mattina, relative allo sciopero, sul quanto e sul chi, ritengo urgente indire una grande mobilitazione ed uno sciopero generale. Personalmente ritengo non rilevante il numero degli aderenti; ritengo altresì utile anche per coloro che non hanno aderito allo sciopero che “FORBICE PERDE”. Prendo a prestito queste due parole per sintetizzare che i tagli effettuati nella scuola, nel breve periodo penalizzano forse un certo numero di lavoratori

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Ore 6.45, in una qualche piazza di Torino. Organizzati, insieme a qualche collega di lavoro per aggirare l’ostacolo sciopero treni, in Piemonte, dalle 10 del mattino alle 18. Sui treni per Ivrea, Aosta, molto è stato detto: ritardi, sporcizia, minuetti non sufficienti in certe fasce orarie. Oggi, primo del mese, 81 euro e 50. Fossero puiti, fossero puntuali, fossero ….ma non sono. Anche i treni, subiscono tagli, come li subiscono le persone. Tagli di vagoni, tagli di corse da e per..Durante il viaggio, chiaramente non previsto un esborso che contempla benzina e autostrada in piu, si parla della differenza fra i treni tedeschi e quelli italiani. Si parla del treno interregionale di ieri sera, delle 21.15 proveniente da Milano: sporco.

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Ore 6.28. Stazione di Torino Porta Susa. Sotterranea. Modifico l’ orario di partenza per recarmi al lavoro. Appena si manifesta il “materiale” (chiamarlo treno, mi è davvero impronunciabile), la vergogna che provo è davvero forte. Una “littorina”, diesel, di quelle che venivano usate trenta anni fa, per collegare paesini sperduti; collegamenti considerati “rami secchi” e quindi tagliati dalle ferrovie. Perché ora, una cosa si tiene solo se è redditizia, non se è utile. E cosa non si è tagliato negli ultimi 25 in Italia?

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